INDIA: ESPULSO SINGH, IL CONGRESSO SI SPACCA
INDIA: ESPULSO SINGH, IL CONGRESSO SI SPACCA

Nuova Delhi, 7 feb. -(Adnkronos/Dpa)- Il Partito del Congresso del premier indiano P.V. Narasimha Rao pare avviato verso una spaccatura dopo l'espulsione per ''attivita' antipartito'' dell'ex numero due della formazione politica al potere a Nuova Delhi, Arjun Singh. Il comitato disciplinare del Congresso ha deciso di espellere Singh per sei anni, respingendo le sue accuse contro Rao. Singh, uomo vicino a Sonia Gandhi, vedova italiana del premier Rajiv Gandhi, molto popolare nel sud e nell'est dell'India, si era dimesso dal governo il 24 dicembre del 1994 ed era stato sospeso dal Congresso lo scorso 24 gennaio. Secondo l'ex ministro, la politica di liberalizzazione economica avviata da Nuova Delhi equivarrebbe ad una ''liberalizzazione della corruzione'' e Rao sarebbe responsabile di avere abbandonato i poveri (circa 700 dei 950 milioni di indiani) al loro destino, di ignorare i diritti della minoranza musulmana (120 milioni) e di avere insabbiato l'inchiesta sull'assassinio di Gandhi, avvenuto il 21 maggio del 1991.

L'espulsione di Singh giunge alla vigilia delle elezioni in sei Stati federati dell'India: nelle suppletive di dicembre il Congresso era stato pesantemente battuto dalla sinistra e dai partiti regionali nelle sue ex roccheforti dell'Andhra Pradesh, lo Stato natale di Rao, del Sikkim e del Karnataka, conservando la maggioranza solo nel piccolo Stato di Goa. E nelle prossime quattro settimane 160 milioni di elettori indiani andranno a votare negli Stati del Maharashtra, Gujarat, Bihar, Orissa, Arunachal Pradesh e Manipur, una prova generale per le elezioni legislative federali dell'estate del 1996.

(Lun/Pn/Adnkronos)