KURDISTAN IRACHENO: CRISI DEI DIRITTI UMANI
KURDISTAN IRACHENO: CRISI DEI DIRITTI UMANI
(EMBARGO FINO ALLA MEZZANOTTE)

Roma, 27 feb. -(Adnkronos)- ''Un clima di paura con ondate di omicidi, torture e uccisioni di prigionieri''. E' la denuncia di Amnesty International della situazione nel Kurdistan iracheno dove inoltre ''molti si sentono traditi dopo che le promesse dei dirigenti politici di rispettare i diritti umani si sono rivelate vane''. In un rapporto diffuso oggi l'organizzazione per i diritti umani ha reso noto che negli ultimi tre anni centinaia di persone hanno subito abusi e violazioni da parte delle forze che agiscono ai comandi dei partiti politici curdi. Nelle 140 pagine del rapporto, Anmesty accusa in particolare il Partito democratico del Kurdistan (Pdk), l'Unione patriottica del Kurdistan (Upk), che detengono il potere nella regione, e il Movimento islamico del Kurdistan iracheno (Miki), la terza forza politica della regione.

Le forze del Pdk, Upk e il Miki durante gli scontri del maggio 1994 hanno deliberatamente ucciso combattenti che si erano arresi, si legge nel documento di Amnesty, ed in alcuni casi ne hanno anche mutilato i corpi. Hanno anche catturato e torturato civili estranei agli scontri solo per le loro affilazioni politiche. Il rapporto di Amnesty contiene numerose prove tra cui le testimonianze di alcune vittime, i referti medici sulla tortura e sui maltrattamenti, opinioni di esperti legali ed interviste a testimoni oculari.

Finora nessun autore di abusi e' stato portato davanti alla giustizia: ''Il fatto che i responsabili rimangono non solo in liberta' ma anche in una posizione di autorita' ha fatto venir meno la fiducia dell'opinione pubblica nell'aministrazione della giustizia, l'impunita' di tali crimini ha contribuito ad accrescere la spirale della violenza nella societa' e a peggiorare la situazione dei diritti umani nel Kurdistan''.

(Red/Zn/Adnkronos)