CONSULTA: BENEFICI A DETENUTI NON COLLABORANTI, MA PENTITI (2)
CONSULTA: BENEFICI A DETENUTI NON COLLABORANTI, MA PENTITI (2)

(Adnkronos) - La questione di legittimita' era stata posta dal Tribunale di sorveglianza di Roma, in seguito al reclamo di un detenuto, Baddar Alaa Eddine, condannato definitivamente a 13 anni di reclusione, che si era visto respingere dal magistrato di sorveglianza, perche' ritenuta inammissibile, la domanda di permesso premio, per difetto del presupposto della collaborazione con la giustizia. Con la stessa motivazione ad Alaa Eddine era stata anche negata la concessione della liberta' condizionale.

''Nei confronti del condannato -si legge nella sentenza della Corte- puo' ritenersi accertata l'assenza di collegamenti attuali con il crimine organizzato, cosi' come a risultati ampiamente positivi ha condotto il percorso rieducativo scaturito dalla fattiva partecipazione del condannanto medesimo al trattamento intramurario''. Ecco perche', secondo la Corte, ''ancorare pregiudizialmente la concedibilita' dei benefici nei confronti dei condannati per taluni delitti all'esclusivo presupposto della condotta collaborativa, determina, secondo il 'giudice a quo', una irragionevole preclusione idonea ad eludere la funzione rieducativa della pena quale piu' volte delineata dalla giurisprudenza di questa Corte''.

Secondo la Corte, inoltre, ''il requisito della collaborazione e' richiesto dalla disciplina in esame 'quale dimostrazione del distacco del condannato dal mondo della criminalita' organizzata', sicche', ove un utile contributo non possa essere offerto a causa della limitata partecipazione al fatto criminoso, non possono, per cio' solo, scaturirne effetti pregiudizievoli sul piano della ammissione ai benefici penitenziari''. (segue)

(Rao/Gs/Adnkronos)