DISASTRO HAVEN: AMBIENTALISTI PRESENTANO PERIZIE E STUDI
DISASTRO HAVEN: AMBIENTALISTI PRESENTANO PERIZIE E STUDI
VENERDI' TERZA UDIENZA DEL PROCESSO

Genova, 1 mar. (Adnkronos) - Alla vigilia della terza udienza del processo sul disastro della Haven, fissata per venerdi' prossimo a Genova, gli ambientalisti hanno presentato stamane i loro studi sull'impatto ambientale provocato dallo sversamento in mare del petrolio. Secondo il dossier presentato da Wwf e Legambiente, delle 140 mila tonnellate di petrolio contenute nei serbatoi della Haven (affondata nell'aprile del '91), sui fondali fra Noli e Arenzano se ne sarebbero depositate circa 40-60 mila tonnellate, a una profondita' di 900 metri. ''Fino ai prossimi 10 anni -avverte Paolo Drei, ex consulente della Regione Liguria e oggi perito del Wwf- gli idrocarburi sedimentati continueranno a rilasciare sostanze altamente inquinanti, provocando danni rilevanti all'ecosistema del Mar Ligure''.

A conferma di questi risultati, depositati presso la II Sezione penale del Tribunale di Genova, Wwf e Legambiente citano i dati ricavati dalle osservazioni, tramite satelliti all'infrarosso, della macchia di petrolio ''flottante'' dopo l'affondamento della Haven e dall'ampia letteratura scientifica sui tempi di degradazione e ossidazione.

Per il disastro della Haven sono stati rinviati a giudizio gli armatori Ioannou, della compagnia di navigazione cipriota Trodos: sono accusati di omicidio colposo plurimo, lesioni colpose plurime e naufragio colposo. I magistrati non hanno pero' ancora ammesso l'incidente probatorio, la perizia legale sulle cause dell'affondamento che permetterebbe di individuare le responsabilita'. ''Tanto piu' -denunciano ancora gli ambientalisti- che le parti civili, fra cui lo Stato e la Regione Liguria, stanno valutando il danno tenendo conto di studi basati su un'osservazione molto parziale della realta' che non fornisce una dettagliata ricostruzionwe del modello di spargimento del petrolio sul fondale, ne' utilizza modelli statistici informatici per identificare il danno biologico, ecologico e quello alla pesca''. (segue)

(Arc/Pe/Adnkronos)