MESSICO: SALINAS EMIGRA NEGLI USA

Citta' del Messico, 13 mar. (Adnkronos/Dpa)- Perseguitato dalla accusa di essere il principale responsabile del ''crack'' finanziario che scuote da dicembre l'economia del Messico e dal sospetto di avere insabbiato le inchieste su una serie di assassinii politici, l'ex presidente messicano Carlos Salinas de Gortari si e' trasferito insieme alla famiglia in esilio negli Stati Uniti, dove lo attende un principesco contratto con la finanziaria ''Dow Jones'' di Boston. Il fratello di Salinas, Raul, e' rinchiuso nel penitenziario di massima sicurezza di Almoyola de Juarez, a 30 chilometri da Citta' del Messico, accusato di essere un mandante dell'assassinio lo scorso 28 settembre nella capitale del segretario del Partito rivoluzionario istituzionale (Pri) Jose Francisco Ruiz Massieu, circostanza che sembra aver solo affrettato la partenza sabato per New York dell'ex presidente messicano, fino al mese scorso candidato di Washington alla guida dell'Organizzazione mondiale del commercio (Omc).

Secondo la stampa di Citta' del Messico, l'''esilio'' di Salinas sarebbe stato concordato tra l'ex presidente e il suo successore, Ernesto Zedillo, compagno di partito nel Pri che aveva addossato al predecessore l'intera responsabilita' della crisi valutaria messicana (il peso ha perso il 60 per cento del suo valore rispetto al dollaro dal 20 dicembre scorso) e dell'insabbiamento dell'inchiesta sull'assassinio lo scorso 23 marzo a Tijuana del candidato presidenziale del Pri Luis Donaldo Colosio. Risentito, Salinas aveva in un primo momento annunciato uno sciopero della fame a oltranza per lavare l'onta, digiuno dal quale aveva pero' subito desistito dicendo di avere ricevuto le scuse del caso da Zedillo.

(Lun/As/Adnkronos)