PAR CONDICIO: ''MANI LEGATE'' AI DISCHI, RADIO NEL CAOS
PAR CONDICIO: ''MANI LEGATE'' AI DISCHI, RADIO NEL CAOS

Roma, 28 mar. - (Adnkronos) - Radio private nella bufera. La 'par condicio musicale' ha gettato nel panico centinaia di conduttori radiofonici timorosi di vedersi arrivare una multa salatissima solo per aver trasmesso un innocente brano musicale. ''Siamo al ridicolo -sbotta Piero Scaramucci, responsabile della programmazione di 'Radio Popolare'- Da noi e' un caos: i conduttori musicali non hanno ovviamente la preparazione politica per sapere cosa puo' irritare il garante''. Al centro delle polemiche la ''par condicio musicale'' che impone anche ai brani musicali di rispettare l'equilibrio in vista delle elezioni: un provvedimento che ha gia' fatto alcune vittime, tra cui Samuele Bersani (''Freak''), Articolo 31 (''Maria'') e Quartiere Latino (''Police on my back'') che da alcuni giorni sono scomparsi dalla programmazione della maggior parte delle emittenti italiane.

''Qualsiasi canzone abbia riferimenti politici non puo' essere messa in onda, deve essere cassata -spiega Luca Dondoni, responsabile della programmazione di 'Radio Milano International'- Si tratta di una circolare di autoregolamentazione che si sono date alcune radio private per cercare di non incorrere nelle salatissime multe previste dal decreto sulla 'par condicio'. La verita' e che questa storia sta diventando una rottura tremenda. Il fatto di non poter trasmettere Samuele Bersani e' un problema: se voglio far ascoltare 'Freak' perche' e' una bella canzone ho il diritto di farla ascoltare''.

Di ''provvedimento ridicolo'' parla anche Paolo Mazzullo, direttore di RadioRock: ''La situazione e' grottesca -spiega Mazzullo- Noi passiamo in gran parte musica straniera: il garante ha dei traduttori in grado di controllare i testi? Noi continuiamo a passare di tutto, a cominciare da ''Io se fossi Dio'' di Giorgio Gaber, una delle canzoni piu' politiche composte in Italia. E invitiamo tutte le emittenti a non autocensurarsi: ribelliamoci, non possono fermare le canzoni che la gente vuole ascoltare''. (segue)

(Mag/Zn/Adnkronos)