CURDI: PAMUK CONTRO ANKARA
CURDI: PAMUK CONTRO ANKARA

Istanbul, 7 apr. -(Adnkronos)- Dalle librerie alle celle della prigione: questo il destino cui potrebbe andare incontro uno dei piu' famosi scrittori turchi, Orhan Pamuk, che ha ''osato'' criticare e condannare, dalle pagine del settimanale tedesco ''Der Spiegel'', l'offensiva di Ankara contro gli indipendentisti curdi. Pochi in Turchia possono permettersi di dire -come ha fatto il 40enne autore de ''Il castello bianco'' e ''Il libro nero'', da poco tradotti in inglese e arrivati sul mercato americano- che le autorita' di Ankara ''stanno avvelenando il popolo turco con le bugie'', senza rischiare di fare una brutta fine.

Negli ultimi quattro anni, decine di giornalisti filocurdi sono stati uccisi, molti altri sono finiti in prigione, solo per aver detto le stesse cose di Pamuk. E a nulla servono la fama e i riconoscimenti: appena tre mesi fa, l'altra gloria della letteratura nazionale turca, Yashar Kemal, e' stato incriminato con l'accusa di attivita' sovversive, per aver condannato, sempre dalle colonne di un giornale tedesco, la risposta turca alle richieste di indipendenza dei curdi.

Ma quello che rende ancora piu' colpevole Pamuk e' l'aver criticato il governo di Ankara da un settimanale tedesco: e' come -ha riconosciuto il romanziere- ''se uno scrittore britannico avesse scritto per gli argentini durante la guerra delle Falklands''. Il governo di Bonn, sin dall'inizio delle operazioni militari turche nel Kurdistan iracheno, il 20 marzo scorso, e' stato uno dei piu' critici fra i Paesi dell'Unione Europea, tanto che gia' nelle scorse settimane ha sospeso tutti i suoi aiuti militari alla Turchia.

(Nap/Pn/Adnkronos)