I FATTI DEL GIORNO. 3/A EDIZIONE (2): L'ESTERO
I FATTI DEL GIORNO. 3/A EDIZIONE (2): L'ESTERO

Grozny. Per tre ore guerriglieri ceceni hanno tenuto sotto il fuoco delle loro mitragliatrici il palazzo in cui hanno sede, a Grozny, l'amministrazione russa e il ''governo di rinascita nazionale'' della Cecenia. Secondo alcuni portavoce russi, citati dalla agenzia Itar-Tass, l'attacco non ha provocato vittime. Non viene precisato se i soldati russi che presidiano l'edificio abbiano risposto al fuoco.

Ankara. Pressata dalle crescenti critiche internazionali per la sua azione militare contro i separatisti curdi, la Turchia ha annunciato oggi di aver iniziato il ritiro graduale delle sue truppe dal Kurdistan iracheno. Ma il ministro della Difesa Mehmet Golhan ha subito sottolineato: ''non ci interessa quello che dice l'Occidente, non ci ritireremo finche' l'operazione non e' finita''. Per quanto la situazione resti particolarmente tranquilla nel Kurdistan iracheno, non altrettanto puo' dirsi dell'Anatolia, nelle cui provincia di Bitlis sono stati uccisi oggi 14 guerriglieri del Partito dei lavoratori curdi (Pkk), portando a 78 il numero delle vittime dall'inizio delle operazioni, il 28 marzo scorso, nella regione. Inoltre, stando alle cifre fornite da fonti turche, sono 350 i ribelli uccisi nell'offensiva di Ankara nel nord dell'Iraq.

Amburgo. All'indomani della chiusura dei lavori della Conferenza sul clima delle Nazioni Unite appena conclusa a Berlino, abbondano sulle pagine dei quotidiani internazionali le stroncature per il documento conclusivo approvato, il cosidetto ''Mandato di Berlino''. Totalmente assenti commenti e dichiarazioni da parte della classe politica, ad eccezione del ministro dell'Interno britannico, John Gummer, unico ad azzardarsi convinto che ''esiste una possibilita' reale di evitare le peggiori conseguenze dei mutamenti climatici'' e che il Mandato di Berlino ha aperto la ''strada'' verso la firma di un protocollo ''vincolante'' nel 1997. (segue)

(Dis/Pe/Adnkronos)