AMBIENTE: DIECI ANNI DI ''ARIA FRITTA'' (4)
AMBIENTE: DIECI ANNI DI ''ARIA FRITTA'' (4)
INSEGUENDO L'EUROPA

(Adnkronos) - Ma seppure il bilancio della fase piu' recente presenta ''indubbi elementi positivi'' -dalla diffusa consapevolezza dell'importanza della questione ambientale all'incremento delle risorse finanziarie, al completamento di quegli aspetti legislativi che ancora mancavano- non si puo' ignorare, sostengono gli ambientalisti, che la politica ambientale nel nostro paese attraversa oggi una fase ''assai critica'': ''Si chiude il lungo periodo 'costituente' che, nell'arco di trent'anni, ha portato la questione ambientale all'interno delle politiche di governo. Ma se ne apre uno piu' impegnativo, da cui ci si attende lo sviluppo di effettive capacita' di governo dei problemi''.

Un periodo, quello attuale, ancora segnato da troppe ombre: ''Il sistema -scrivono gli Amici della Terra- mostra un tasso eccessivo di improvvisazione, i contenuti delle politiche sono poco definiti, le regole del gioco incerte e fluide. Senza contare che, anche ai livelli piu' alti della burocrazia, prevale la cultura dell'emergenza e dell'arrangiarsi. Insomma, l'imponente costruzione normativa e istituzionale realizzata negli anni produce risultati miseri e mediocri, da cui deriva una crisi generale di consenso, che spesso inchioda l'intero sistema a uno stadio di 'non-governo'''.

Ma e' all'interno dell'Unione Europea, sostengono gli ambientalisti, che la posizione italiana appare piu' allarmante. ''Se e' vero che negli ultimi anni sono stati recuperati i ritardi piu' vistosi nel recepimento delle direttive comunitarie, sul piano sostanziale il recupero e' assai meno significativo. Sicche' si continua a inseguire una produzione di normative e programmi sempre piu' stringenti e ambiziosi, che condizionano le imprese e i mercati, e sui cui contenuti il nostro governo riesce raramente ad incidere''.

Rispetto agli altri partner dell'Ue, l'Italia appare dunque ''arretrata, subalterna, eterodiretta''. Carenze che, a giudizio degli Amici della Terra, possono essere ricondotte a due fattori principali: un quadro istituzionale carente e un'inefficiente burocrazia. ''L'istituzione del Ministero non e' infatti servita a comporre un vero quadro unitario di indirizzo, ne' a semplificare gli assetti generali del sistema. E il nuovo soggetto e' andato ad aggiungersi a quelli gia' esistenti, quasi fosse una struttura 'end-of-pipe', incaricata di rimediare ai danni ambientali provocati da politiche decise in altre sedi. Ancora oggi, dunque, il sistema italiano di governo dell'ambiente -denunciano gli ambientalisti- costituisce un insieme complesso e intricato di procedure e soggetti, molti dei quali hanno obiettivi conflittuali, con fortissimi poteri di interferenza reciproca''. (segue)

(Arc/Gs/Adnkronos)