MOSTRE: I NUOVI ARTIFICI DI GINO MAROTTA (2)
MOSTRE: I NUOVI ARTIFICI DI GINO MAROTTA (2)

(Adnkronos) - Per cui negli anni sessanta e settanta Marotta realizzava opere multidimensionali e cioe': su una tela dipingeva 'situazioni' tridimensionali grazie agli effetti prospettici del disegno di base, ma le dimensioni dominanti erano sempre due con manufatti ed alberi quasi piatti, quasi ''ritagliati.'' Pochi avvertivano che questa 'sperimentazione' rappresentava una denuncia della societa dell'immagine.

Ora -nella mostra di Campobasso- l'artificio e' totale e muove verso una rappresentazione di quanto ''va evocando la realta' nel suo procedere verso l'ombra, la dissolvenza'' (Antonio Federico Savio). La mostra di Gino Marotta - si presenta, sin dal suo manifesto, come una totale astrazione, pur essendo perfettamente percepibile, comprensibile nelle sue chiare, semplici, dimensioni figurative.

L'ombra di un albero -ma l'albero non c'e', non c'e piu'- campeggia al centro della tela, un'ombra inclinata morbidamente, com'e' inclinata qualsiasi ombra di un albero investito dall'onda di luce solare, da un lato o dall'altro.

L'ombra cade su un parete moderna, ma che potrebbe essere antica, segnata da quadroni razionali. Anche questa parete e' totalmente inventata. Nelle opere di Gino Marotta sembra esserci un solo dominatore: il nulla. Ma, una volta appeso alla parete, un suo dipinto puo' evocare un'intensa nostalgia della natura vera ed anche di un' Arcadia felice, meno insulsa di quanto ci e' appena stato tramandato dai razionalisti, e piu' congeniale ad un modo classico che non aveva paura delle praterie a perdita d'occhio. (Segue)

(Pal/Zn/Adnkronos)