MOSTRE: I NUOVI ARTIFICI DI GINO MAROTTA (3)
MOSTRE: I NUOVI ARTIFICI DI GINO MAROTTA (3)

(Adnkronos) - Molti anni fa il discorso pittorico di Gino Marotta era cominciato ''realizzando boschi di plastica'' ed era subito apparso agli intellettuali italiani come un gioco, al massimo da ricondurre ai misteri non gloriosi dei giardini rinascimentali.

Invece Marotta cominciava ad esplorare la natura virtuale, osservando come i nuovi arricchiti ripudiassero il giardino sotto casa, per il solo 'fastidio' delle foglie e degli insetti, e cominciassero a cementare tutto per ''tenere pulito'' il loro piccolo mondo. E c'era di peggio: il contatto con la 'nuda terra' diventava impossibile, sia per l'uso indiscrinato degli antiparassitari, sia per la trasformazione del 'verde pubblico' in toilette per cani, sia e soprattutto perche' ''i prati dove un tempo si sfidava un po' d'ignoto'' erano diventati soltanto soggetti fotografici.

Oggi, persino l'erba ed il terreno incontaminati sono associati alla 'sporcizia', nell'urbanizzata ed asettica visione della natura.

La natura diventa pertando, definitivamente, sfondo; da ammirare, ma non da esplorare e lo sfondo cosi' virtualizzato si puo' naturalmente re-inventare. Alla fine il pittore vuole concedersi, anche per ironizzare sulla virtuale follia della societa' attuale, una maliziosa irrazionalita': sull'ombra di un oggetto in primo piano e sul metafisico sfondo, dipinge il riverbero di un tramonto, quasi un pudico rossore, che tenta di inserirsi in quella realta' virtuale che sta occultando il mondo.

(Pal/Zn/Adnkronos)