BANCA-IMPRESA: PERCHE' LE BANCHE CONTANO DI PIU' (2)
BANCA-IMPRESA: PERCHE' LE BANCHE CONTANO DI PIU' (2)

(Adnkronos) - Le delibere del Cicr sono state poi completate dal regolamento della Banca d'Italia che fissa la procedura per la conversione dei crediti in partecipazioni.

In base a questo regolamento, nessuna banca potra' detenere piu' del 15 per cento delle azioni di un'impresa, fermo restando pero' la possibilita' di consorzi di banche ed i patti di sindacato. Le banche non potranno impiegare in azioni di imprese complessivamente piu' del 15 per cento del proprio patrimonio e del 3 per cento per ogni singola impresa. Per le aziende con un patrimonio superiore ai due mila miliardi, i limiti salgono rispettivamente al 50 per cento del patrimonio ed al 6 per cento per ogni singola impresa.

Qualora invece le banche decidano di trasformare i propri crediti in azioni dell'impresa debitrice in temporanea difficolta', dovranno fare scattare una precisa procedura e presentare un piano di risanamento che consenta, nell'arco di 5 anni, il riequilibrio economico e finanziario. Il piano deve essere proposto da piu' banche che rappresentino un'elevata quota dell'esposizione complessiva dell'impresa in crisi.

La conversione dei crediti in partecipazioni e', comunque, solo temporanea e le quote, dice la Banca d'Italia, devono essere smobilizzate dalla banca alla prima occasione favorevole.

(Sec/Gs/Adnkronos)