FALCK: DATI '94 IN CALO - ABBANDONO SIDERURGIA A 'CALDO' SESTO
FALCK: DATI '94 IN CALO - ABBANDONO SIDERURGIA A 'CALDO' SESTO

Milano, 29 mag.(Adnkronos) - E' un bilancio pesante quello che l'assemblea degli azionisti Falck sara' chiamata ad approvare a fine giugno (il 27 in prima, il 28 in seconda) e che il consiglio di amministrazione ha esaminato oggi. Un bilancio storico visto che e' ormai stata presa la decisione di abbandonare, per lo meno a Sesto S. Giovanni, il settore che in grande misura ha reso celebre le acciaierie Falck, vale a dire il settore della siderurgia a caldo.

Questi i dati: la capogruppo AFL Falck evidenzia un risultato negativo di 320,7 mld. contro un risultato positivo di 2,4 mld. nel '93 e a livello di gruppo, la perdita e' di 333,5 mld. contro una perdita di 53 mld. nell'esercizo precedente. Su tali risultati - hanno fatto notare in un breve incontro con i giornalisti al termine della riunione del cda il Presidente Alberto falck e l'amministratore delegato Achille Colombo- pesano, oltre alle perdite riguardanti i risultati della gestione delle varie societa', anche un importante accantonamento straordinario.

Si tratta di un accantonamento di 200 mld. effettuato a carico dell'esercizio '94 - e' stato sottolineato- per far fronte ad oneri di ristrutturazione e di liquidazione di societa' che saranno supportate in futuro , a seguito appunto, della decisione di abbandonare la siderurgia a caldo. La valutazione strategica della Falck -ha spiegato l'amministratore delegato- consiste nella constatazione dello svantaggio strutturale della Falck dovuto al ciclo di lavorazione siderurgica che parte dal rottame (piu' caro) rispetto al ciclo integrale che parte dal minerale.

Tale svantaggio, nei piani industriali, avrebbe dovuto esere colmato - e' stato ricordato- dall'accordo con l'Ilva, disatteso dall'azienda pubblica e attualmente soggetto ad arbitrato. I rappresenatnti dell'azienda hanno fatto poi notare che l'accantonamento al fondo di ristrutturazioen tiene conto dei contributi che sono stati richiesti dalle societa' del gruppo operanti nel settore della siderurgia a caldo, a fronte della legge 481 del 4 agosto 1994 e che prevede provvidenze a fronte di dismissione di impianti siderurgici, nel quadro del piano europeo di riduzione delle capacita' produttive.(segue)

(Mil/As/Adnkronos)