COSSIGA: D'ALEMA, IMITI PECCHIOLI E RACCONTI LE ''SUE'' VERITA'
COSSIGA: D'ALEMA, IMITI PECCHIOLI E RACCONTI LE ''SUE'' VERITA'

Roma, 29 mag. (Adnkronos) - ''Alcuni dirigenti della vecchia Dc hanno condiviso il merito, assieme al Pci, di aver salvato la democrazia, quando altrove, in paesi come la Spagna o il Portogallo c'era la dittatura, o come in Grecia dove al potere c'erano i colonnelli''. Tra questi veterani dello Scudocrociato che tennero duro negli anni oscuri della Repubblica, Massimo D'Alema ha inserito di diritto l'avversario di tante battaglie politiche: Francesco Cossiga. L'occasione l'ha offerta la presentazione del libro 'Tra misteri e verita'' (edito da Baldini e Castoldi), nel quale l'ex presidente del Comitato di controllo sui Servizi di Sicurezza Ugo Pecchioli, ripercorre le tappe oscure, i retroscena non ancora svelati della storia italiana dal dopoguerra fino al caso Moro.

Ma al riconoscimento D'Alema ha fatto seguire un'esortazione: racconti Cossiga le verita di cui e' a conoscenza. ''Se anche il senatore Cossiga scrivesse con le stessa onesta' intellettuale di Pecchioli la sua verita' sugli stessi avvenimenti, farebbe una cosa utile per il Paese e per i giovani che forse saprebbero di piu' sulla nostra vera storia''. A Cossiga, avversario per tanti anni, destinatario nel corso del suo settennato al Quirinale di una richiesta di impeachment per Gladio, D'Alema riconosce di ''non aver fatto parte del sistema di corruzione'' e di avere, tra i primi, ''riconosciuto che era finita l'era dell'unita' politica dei cattolici''.

C'e' un Cossiga che ''per la sua storia, per le funzioni che ha ricoperto, e' stato a cavallo tra lo Stato e il 'doppio Stato'. E' un politico che ha avuto piu' di altri la nozione di questa dimensione o, per lo meno, ama farlo credere. E' stato per lungo tempo sottosegretario e poi ministro della Difesa. E, se non ricordo male, fu lui ad apporre gli omissis al rapporto sul Piano Solo. La sua vicenda politica, non credo per disposizione personale ma per la fiducia di cui era investito, lo ha portato a svolgere un ruolo delicato. Non penso che sia collegato a qualcosa di particolarmente ignobile. In questo senso considero molto peggio quei piccoli notabili di provincia che hanno approfittato del potere per arricchirsi''.

(Ruf/Pe/Adnkronos)