BOSNIA: CRISI A KNIN
BOSNIA: CRISI A KNIN

Vienna, 9 giu. (Adnkronos) - Si fa sempre piu' profonda la spaccatura all'interno della leadership di Knin, con una polarizzazione sempre piu' esasperata tra i due maggiori gruppi di potere. Da un lato il presidente Milan Martic, favorevole all'unificazione della Krajina con i serbi bosniaci; dall'altro, Borislav Mikelic -recentemente costretto alle dimissioni dalla carica di Primo ministro- e gli alleati di Milosevic.

In una recente intervista al settimanale di Belgrado ''Vreme'', Mikelic ha affermato a chiare lettere che la Slavonia orientale, la regione piu' popolosa e ricca della Krajina, ''non desidera l'unificazione'' con Pale, aggiungendo che ''Karadzic, Krajisnik, Koljevic e Plavsic [il nocciolo duro dei serbi bosniaci] non sono comunque in grado di assumersi la responsabilita' politica di un rapido processo di unificazione''. Ancor piu' importante e' la considerazione che i serbi bosniaci ''non ci possono aiutare, non avendo la necessaria forza militare ed economica''.

Lapidario nel condannare l'unificazione tra Pale e Knin anche l'ex presidente della Krajina, Goran Hadzic, una delle personalita' di maggior spicco della Slavonia orientale. In una lettera al Parlamento della Krajina, resa nota da ''Vreme'', egli afferma che ''una rapida unificazione e' contraria agli interessi nazionali...Tale decisione spacca in due la Krajina, in quanto la Slavonia orientale non intende mettere in pericolo gli ottimi rapporti con la Vojvodina, la Serbia e la Jugoslavia''. Pertanto, conclude Hadzic, i rappresentanti della Slavonia orientale ''si rifiutano di partecipare a qualsiasi ulteriore tentativo di portare a compimento la decisione sull'unificazione''.

(Nsp/As/Adnkronos)