LOCKERBIE: CLINTON GETTA LA SPUGNA
LOCKERBIE: CLINTON GETTA LA SPUGNA

Washington, 9 giu. -(Adnkronos)- Il colonnello Muhammar Gheddafi pare aver vinto il braccio di ferro ingaggiato quattro anni fa con Stati Uniti e Gran Bretagna sull'attentato aereo costato 270 morti il 21 dicembre del 1988 a Lockerbie, Scozia. Il settimanale specializzato ''Jerusalem report'' informa che l'amministrazione democratica del presidente Bill Clinton ha praticamente rinunciato ad ottenere dalla ''Jamahiriya'' la consegna dei due agenti libici, Abdel Basset Ali al-Megrahi e al-Amin Khalifa Fhimah, sospettati di avere organizzato l'attentato al volo 103 della ''Pan Am''. Un processo ai due agenti avrebbe inevitabilmente finito per coinvolgere anche il capo dei servizi segreti libici, Abdullah Senussi, cognato di Gheddafi. A Washington avrebbero constatato di avere ''esaurito ogni azione unilaterale'' sull'attentato di Lockerbie.

Si nutrirebbe anche un senso di frustrazione nei confronti degli alleati europei che hanno ''opposto resistenza'' ai tentativi americani di inasprire ed estendere fino al bando delle esportazioni petrolifere e al sequestro dei beni libici all'estero le sanzioni in materia di collegamenti aerei e rapporti diplomatici con Tripoli imposte nell'aprile del 1991 dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Curiosamente, a favore di un disimpegno di Washington dal caso Lockerbie si e' schierato anche il portavoce delle vittime britanniche dell'attentato: ''E' stato un peccato adottare un atteggiamento ostile nei confronti della Libia a proposito delle incriminazioni dei due agenti -dichiara Jim Swire, della ''Uk Families-Flight 103''- Forse, un allentamento delle pressioni sulla Libia potrebbe facilitare lo svolgimento di un processo equo''.

(Lun/Zn/Adnkronos)