MANCUSO: COSTITUZIONALISTI DIVISI SU DIMISSIONI E SFIDUCIA
MANCUSO: COSTITUZIONALISTI DIVISI SU DIMISSIONI E SFIDUCIA
CHE SUCCEDE SE LA MOZIONE VIENE APPROVATA?

Roma, 29 giu. -(Adnkronos)- Il centro sinistra preme, il ministro Mancuso resiste e ripete che non di dimettera'. Ma cosa accadrebbe se nei prossimi giorni il Parlamento approvasse una mozione di sfiducia 'singola', limitata cioe' al solo Guardasigilli? L'Adnkronos lo ha chiesto ad alcuni noti costituzionalisti, che sull'argomento appaiono divisi: ''la sfiducia individuale -dice Manlio Mazziotti di Celso- e' prevista dal regolamento parlamentare. Qualora venisse approvata, si configurerebbe come una vera e propria richiesta di dimissioni. Si aprirebbero cosi' due scenari: Mancuso si dimette e si procede alla sostituzione, oppure non se ne va nonostante la sfiducia. A quel punto, se all'interno del governo prevale la convinzione che il ministro debba essere sostituito, Dini non avrebbe altra scelta che dimettersi con tutto l'esecutivo o, al contrario, il parlamento potrebbe presentare un'altra mozione di sfiducia, questa volta nei confronti dell'intero governo''.

Per Paolo Armaroli, invece, ''a seguito di una mozione di sfiducia, Mancuso sarebbe praticamente 'costretto' a dare seguito alla votazione parlamentare. Le dimissioni sarebbero quasi forzate, insomma''. L'ipotesi attuale ''e' molto interessante perche' i casi analoghi verificatisi nel recente passato, le mozioni contro i ministri Falcucci nel 1986, Donat Cattin nel 1989 e Gava nel 1990, erano proposte dalle forze parlamentari di minoranza, e non, come potrebbe avvenire adesso, dagli schieramenti che sostengono il governo''.

Ettore Gallo, ex presidente della Corte Costituzionale, e' del parere che ''l'approvazione di una mozione di sfiducia a Mancuso avrebbe un'enorme importanza morale e politica, ma non giuridica. Nonostante il peso di una votazione del genere, nessuno potrebbe obbligarlo alle dimissioni''. (segue)

(Mac/Pn/Adnkronos)