LEOPARDI: ATEO? NO, UN AGNOSTICO OSSESSIONATO DA DIO
LEOPARDI: ATEO? NO, UN AGNOSTICO OSSESSIONATO DA DIO
NUOVE IPOTESI RIAPRONO IL RAPPORTO CON RELIGIONE

Roma, 3 lug. - (Adnkronos) - Giacomo Leopardi ateo o cristiano anonimo? Ne' l'uno ne' l'altro, ma un agnostico ossessionato dal problema di Dio e dal modo in cui lo avevano affrontato i pagani e i primi cristiani, verso i quali provava ammirazione. A gettare nuova luce sul contrastato e discusso atteggiamento del grande poeta di Recanati di fronte alla religione e' Patrizia Girolami, collaboratrice del professor Giancarlo Luti, docente di storia della letteratura italiana all'universita' di Firenze. La studiosa dimostra come il rapporto con Dio sia stato uno dei maggiori rovelli dell'autore dei ''Canti'' e delle ''Operette morali'', ridimensionando clamorosamente tutto il dibattito che nell'ultimo secolo ha diviso la critica letteraria: da una parte i sostenitori della tesi di una negazione decisa della divinita' da parte di Leopardi, dall'altra i fautori di una sua indefinita attrazione-repulsa per il cristianesimo.

Girolami documenta per la prima volta la complessa e tormentata evoluzione del pensiero leopardiano su Dio e gli dei nel saggio ''L'antiteodicea'', pubblicato dalla casa editrice Leo Olschki, dove viene esaminata la riflessione portata avanti nello ''Zibaldone'', finora non ampiamente indagata. La ricercatrice mostra come Leopardi da cattolico fervente durante la prima adolescenza, anche sulla base di documenti inediti conservati nell'Archivio personale di Palazzo Leopardi a Recanati, arrivi in eta' matura a posizioni agnostiche che rifiutano qualsiasi dogmatismo: non si tratta comunque di una scelta diretta e coerente, ma tortuosa e complessa, frutto di anni di lacerazioni interiori dove tutti i vari tipi di fede sono studiati nei loro lati positivi e negativi. ''Dio, dei, religione partecipano - spiega la studiosa - di un tortuoso movimento del pensiero che ha il suo approdo finale in un credo senza speranza riguardo alle 'magnifiche sorti e progressive' dell'umanita'''. Fra le novita' che emergono dal saggio anche la prova che Leopardi conosceva la gnosi attraverso i testi dei padri della Chiesa, soprattutto sant'Ireneo.

(Pam/Zn/Adnkronos)