CAPORALATO: A ROMA SFRUTTAMENTO DI RUMENI
CAPORALATO: A ROMA SFRUTTAMENTO DI RUMENI
TOR DI QUINTO E PRIMA PORTA I PUNTI DI 'RACCOLTA'

Roma, 12 lug. - (Adnkronos) - Si radunano ogni giorno, in gruppi di venti, in due punti di 'smistamento' nella zona nord di Roma, a Tor di Quinto e a Prima Porta. Qui vengono trasportati, con i mezzi messi a disposizione dal caporalato, sui posti di lavoro, quasi sempre cantieri edili della Capitale e della provincia. La retribuzione giornaliera promessa va dalle 35 alle 50mila lire, ma spesso viene decurtata al momento del pagamento con risibili pretesti e, naturalmente, non una lira viene versata per i contributi.

A denunciare il fenomeno e' il presidente della XX Circoscrizione romana, Marco Daniele Clarke. ''I giovani rumeni avvicinati dai nostri operatori sociali -informa- hanno raccontato di vivere alla merce' di loschi individui senza scrupoli, che sfruttano il loro lavoro''. Lasciati in Romania mogli e figli, quasi tutti diplomati, speravano di trovare in Italia il benessere e soprattutto le garanzie che il loro Paese non puo' ancora offrir loro. Ad accoglierli, invece, sono stati i 'caporali', pronti a ricattarli, forti del fatto che nessuno di loro e' in possesso di regolare permesso di soggiorno. Immigrati clandestini, dunque.

''Lo Stato deve mettere in regola le migliaia di lavoratori immigrati che non possono ottenere il permesso di soggiorno solo perche' vengono sfruttati con il lavoro 'nero' -chiede Clarke a nome del 'parlamentino' di via Poma- La XX Circoscrizione (Quartieri della Vittoria, Tor di Quinto, La Storta, Cesano, Tomba di Nerone, La Giustiniana, Isola Farnese) e' la seconda a Roma per presenza di extracomunitari, sia in cifre assolute che in percentuale; per questo abbiamo chiesto l'intervento del Comune. Quanto ai giovani rumeni impegnati in lavori saltuari, devono vedersi riconosciuto lo status di lavoratori, l'unico che puo' consentir loro di regolamentare la posizione giuridica in Italia e difendere, cosi', i propri diritti, mettendoli in condizione di poter reagire ai torti subiti''.

(Dis/Zn/Adnkronos)