RPT INTERFERONE: GARATTINI - RICERCA IN PERICOLO
RPT INTERFERONE: GARATTINI - RICERCA IN PERICOLO

Milano, 12 lug. -(Adnkronos/Adnkronos Salute)- ''Se si accetta che un farmaco venga messo a disposizione, non supportato da tutta la documentazione che ne comprovi l'efficacia sara' molto difficile fare poi la ricerca, perche' i pazienti non si adatteranno ad uno schema sperimentale in cui qualcuno riceve il farmaco e qualcuno non lo riceve. Questo blocca la possibilita' per il futuro di avere qualsiasi informazione sulla reale efficacia di quel farmaco''. Lo ha detto oggi a Milano il professor Silvio Garattini, direttore dell'istituto Mario Negri, durante un seminario dell'Unamsi (Unione Nazionale Medico Scientifica d'Informazione), +++in riferimento all'uso dell'Interferone Beta nella sclerosi multipla+++.

Il ministro della Sanita' Guzzanti ha recentemente reso noto la decisione di autorizzare la sperimentazione del farmaco su tali pazienti in centri specializzati di ospedali e di universita'. La terapia sara' condotta secondo i principi della ''buona pratica clinica'' e i risultati verrannno valutati dopo 2 o 3 anni di sperimentazione.

Secondo Garattini, guardando al possibile scenario futuro, un farmaco diventa la pietra di paragone per altri, se poi risulta inattivo vuol dire che anche gli altri farmaci uguali sono inattivi. ''Gli aspetti economici non c'entrano nulla, quello che conta e' la reale documentazione a sostegno, comprovata da tutta una serie di evidenze -ha detto Garattini- nessuno si sognerebbe di non mettere a disposizione un farmaco, in particolare per una patologia grave quale e' la sclerosi multipla, in presenza di tali evidenze. Pero', un solo studio iniziale non basta, e' necessariamente approssimativo''.

''Comunque -ha concluso Garattini- e' l'Emea di Londra l'agenzia competente al riguardo: i farmaci biotecnologici, infatti, non si autorizzano a livello nazionale, ma europeo''.

(Sal/Zn/Adnkronos)