SOMALIA: FIORE, NON FU IL 'FUOCO AMICO' A UCCIDERE LA LUINETTI
SOMALIA: FIORE, NON FU IL 'FUOCO AMICO' A UCCIDERE LA LUINETTI
IL GENERALE, ATTENTATO SOMALO A RIGHETTI E VISIOLI

Roma, 14 lug. -(Adnkronos)- Non fu il ''fuoco amico'', ovvero un errore dei militari italiani, ad uccidere in Somalia la crocerossina Maria Cristina Luinetti e i soldati Rossano Visioli e Giorgio Righetti. E' il gen. Carmine Fiore, gia' comandante della missione Ibis, a precisarlo, dopo aver ascoltato affermazioni in questo senso nel corso di una trasmissione televisiva.

I responsabili dei due agguati, sottolinea il generale, sono da ricercarsi nelle bande armate di malviventi che infestarono Mogadiscio per tutta la permanenza delle truppe italiane. Fiore aggiunge che i risultati della perizia balistica effettuata dopo l'uccisione della Luinetti, avvenuta il 9 dicembre del 1993, consentirono di risalire alle armi di proprieta' di Musse Mohammed Ali', poi incriminato dall'autorita' giudiziaria italiana per omicidio.

Per quanto riguarda Visioli e Righetti, uccisi il 15 settembre del 1993, Fiore precisa che due militari che si trovavano sul posto al momento dell'agguato ''hanno potuto riferire, con dovizia di particolari, di essere stati aggrediti da cecchini somali''.

(Mac/Pn/Adnkronos)