I FATTI DEL GIORNO. 3/A EDIZIONE (3): L'INTERNO
I FATTI DEL GIORNO. 3/A EDIZIONE (3): L'INTERNO

Como. Antonio Di Pietro e' tornato a parlare in pubblico, al seminario di Cernobbio. L'ex giudice di 'Mani Pulite', in un intervento dai toni duri e polemici, ha difeso il lavoro del pool milanese che ha definito ''una doverosa battaglia di civilta', una vittoria e non una battaglia persa''. Di Pietro ha ironizzato sulla sua presenza: ''Si', sono proprio io, quello di 'Mani Pulite', che si sta leccando le ferite in attesa del colpo di grazia'', ha detto presentandosi alla platea. E ha poi riaffermato che la strada giusta per uscire da Tangentopoli e' quella giudiziaria e delle riforme, non dell'amnistia o dell'indulto.

Como. ''Conflitto di interessi permettendo'', l'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha precisato, oggi a Cernobbio, che qualora passasse la riforma sulla elezione diretta di Capo dello Stato e Capo del governo, lui si candiderebbe per un posto al Quirinale. ''Se arrivera' una riforma della Costituzione -ha spiegato Berlusconi- in cui il capo dell'esecutivo sara' anche il capo dello Stato, eletto direttamente dal popolo, probabilmente sara' gioco forza che io mi candidi''. In ogni caso, ha spiegato Berlusconi, ''non ne faccio una questione personale e vedo l'impegno di palazzo Chigi come un grande sacrificio''.

Roma. Mario Segni ritiene impercorribile la strada di una intesa elettorale con Rifondazione comunista. Il leader dei Democratici ha ribadito questo giudizio dopo le prese di posizione, su Bot e salari, assunte da Fausto Bertinotti. ''Dopo quello che ha detto oggi -ha osservato Segni- chiunque abbia un minimo di buon senso capisce che non si tratta di capricci miei o di altri, ma di una impossibilita' di accordo politico e programmatico con Rifondazione comunista. Il cosiddetto accordo elettorale -ha concluso- equivale alla politica dello struzzo, cioe' a far finta che il problema non esista''. (segue)

(Dis/Pe/Adnkronos)