GERUSALEMME: TERZO MILLENNIO TRA LE POLEMICHE (2)
GERUSALEMME: TERZO MILLENNIO TRA LE POLEMICHE (2)

(Adnkronos) - In una dichiarazione riportata ad agosto dall'''Observer'' di Londra, l'ambasciatore d'Italia a Tel Aviv, Giuseppe Panocchia, aveva espresso ''rammarico per il fatto che il festival non riflette i diversi contributi di tutti i gruppi religiosi della citta'''. Parole che avrebbero ''infuriato'' i rappresentanti israeliani, a detta dell'''Observer'', forse anche perche' la decisione del titolare della Farnesina, Susanna Agnelli, di non visitare lo scorso luglio la ''Orient House'', la sede dell'Organizzazione per la liberazione della Palestina nella Gerusalemme est araba ed occupata, aveva indotto Israele ad attendersi dall'Italia un atteggiamento diverso.

Il giornale inglese riportava anche una dura replica ai Quindici del direttore generale di ''Gerusalemme 3000'', Yossi Gan-Tal: ''Siamo costernati dal fatto che l'Ue abbia politicizzato un evento culturale, artistico, universale ed educativo''. Ma per la diplomatica spagnola Arancha Banon, responsabile dell'Ue per ''Gerusalemme 3000'', il problema rimane squisitamente politico, legato alla Risoluzione delle Nazioni Unite del 1947 che definisce la citta' santa un ''corpus separatum'': ''Non possiamo partecipare a festivita' monopolizzanti. Il problema non e' chi partecipa, ma chi organizza -rileva la Banon- E' un evento nazionale, un evento israeliano''. Una posizione che il portavoce del ministero degli Esteri israeliano Yigal Palmor, giudica invece ''priva di fondamento, illogica e deplorevole''.

(Lun/Gs/Adnkronos)