BOSNIA: POPKIN, CLINTON COSTRETTO A INTERVENIRE
BOSNIA: POPKIN, CLINTON COSTRETTO A INTERVENIRE

Roma, 18 set. (Adnkronos) - ''Clinton ha deciso di intervenire in Bosnia soprattutto per ragioni di politica interna.'' Lo ha dichiarato in un'intervista all'Adnkronos Samuel Popkin, consulente dello staff di Clinton durante le ultime elezioni presidenziali. Popkin, professore di Scienza Politica presso l'Universita' della California e consulente della Cbs News Elezioni per l'impostazione e l'analisi dei sondaggi dal 1983 al 1990, e' attualmente a Roma per partecipare al convegno internazionale ''Comunicare politica nel sistema dei media'' organizzato dalla facolta' di Sociologia dell'Universita' ''La Sapienza'' di Roma.

''Il presidente Clinton e' stato costretto a intervenire militarmente contro i serbi di Bosnia - ha ribadito il professor Popkin - dopo che il Congresso americano si era dichiarato a favore della fine dell'ambargo sulle forniture di armi al governo di Serajevo. La fine dell'embargo avrebbe significato un'immediata escalation del conflitto in Bosnia e quasi sicuramente gli americani avrebbero dovuto inviare le loro truppe per proteggere le forze delle Nazioni Unite''.

''In questo caso - ha poi spiegato - l'amministrazione Clinton sarebbe stata costretta a gestire un conflitto dagli esiti imprevedibili in piena campagna elettorale. L'opinione pubblica non avrebbe tollerato perdite umane, anche minime, in Bosnia e avrebbe dato la colpa a Clinton e non al Congresso. Il Presidente doveva dimostrare agli elettori che si poteva bloccare la guerra nella ex-Jugoslavia anche mantenendo l'embargo sulle armi alla Bosnia. E i raid della Nato erano l'unico mezzo per farlo''.

(Stg/Gs/Adnkronos)