O.J.: CHIEDE AI SUOI AVVOCATI UN'ARRINGA BREVE
O.J.: CHIEDE AI SUOI AVVOCATI UN'ARRINGA BREVE

Los Angeles, 18 set. - (Adnkronos) - O.J. Simpson raccomanda ai suoi legali di essere brevi nell'arringa finale. L'imputato del processo del secolo di Los Angeles e' infatti preoccupato che ulteriori lungaggini e strascichi possano innervosire e mal disporre la giuria, gia' stanca ed esasperata dalla durata record, nove mesi, del procedimento che dovra' decidere se O.J. uccise, la notte del 12 giugno 1994, l'ex moglie Nicole Brown e Ronald Goldman.

Sono state fonti molto vicine all'ex idolo nero del football americano, a raccontare ieri alla stampa della strigliata di O.J. ai suoi avvocati. Ed e' la seconda che Johnnie Cochran e i suoi colleghi ricevono negli ultimi giorni: il giudice Lance Ito aveva, la scorsa settimana, chiuso d'ufficio l'esposizione del caso della difesa, ignorando le sue richieste di continuare ad avere la parola ed invitando l'accusa ad iniziare la requisitoria finale. ''I giurati stanno diventando pazzi'' esclamo', in quell'occasione il giudice Ito.

Il pubblico ministero Marcia Clark dovrebbe concludere oggi la requisitoria e da domani la parola tornera' alla difesa, che ha gia' annunciato tre nuovi testimoni. ''Ci prepariamo a chiudere il caso con qualche fuoco d'artificio'' ha detto ieri Cochran ai giornalisti. Molti degli osservatori legali del processo ritengono che la difesa intende sparare le ultime cartucce per dimostrare che la prova che incastrerebbe O.J. - il guanto insanguinato trovato dall'ormai sconfessato detective Mark Furhman a casa Simpson - e' quello che gli avvocati americani chiamano ''un frutto di albero avvelenato''. Il modo illegale e inquinante in cui sono state condotte le indagini, sostengono infatti i difensori, renderebbero illegale la prova stessa.

(Red/Zn/Adnkronos)