ANDREOTTI: ''DIO SA LA VERITA', SE DOVESSI MORIRE''
ANDREOTTI: ''DIO SA LA VERITA', SE DOVESSI MORIRE''

Roma, 18 set. (Adnkronos) - ''Se dovessi morire in questo momento, Dio sa che non ho niente a che spartire ne' con la mafia ne' con Pecorelli. Dopo 50 anni di tappeto rosso, avere un po' di carta vetrata su cui camminare, spero faccia bene alla mia anima.'' A sei giorni dal processo di Palermo, Giulio Andreotti si appella alla fede e contrattacca a tutte le accuse, dicendosi ''tranquillo perche' dopo due anni e mezzo di false indiscrezioni e colpi gobbi, finalmente verra' fuori l'attualita'''.

Dal salotto di Luciano Rispoli, il ''Tappeto volante'' di Telemontecarlo, il senatore a vita (che domani sara' invece ospite di Lucia Annunziata su Raitre) si dichiara contento della diretta che la tv dedichera' al processo': ''Ho tutto il vantaggio della massima pubblicita' - afferma -.Certo, avrei preferito partecipare ad altro.'' All'accusa rivoltagli da Pino Arlacchi, vicepresidente della Commissione Antimafia, secondo il quale fu lui a 'silurare' Di Gennaro dall'Onu, quando era Presidente del Consiglio, Andreotti replica:'' In verita' accadde che l'Onu unifico' le tre agenzie impegnate nella lotta alla mafia, decidendo di affidarne la responsabilita' ad un ambasciatore, nella persona di Giorgio Giacomelli. Trovo odioso il comportamento di Arlacchi, che e' stato consulente dell'amministrazione in questo importante settore. Se sa qualcosa, parli..''. (segue)

(Gdd/Gs/Adnkronos)