PROCESSO ANDREOTTI: DELLA VALLE, NO ALLA DIRETTA
PROCESSO ANDREOTTI: DELLA VALLE, NO ALLA DIRETTA
PIU' SERENITA' PER NON FALSARE I PROCESSI

Roma, 18 set. (Adnkronos) - ''La giustizia, come la politica, ha bisogno di ritrovare se stessa. C'e' bisogno di maggior serenita', riflessione e pacatezza. Percio' meglio spegnere i riflettori, meglio lasciare le telecamere fuori delle aule di giustizia''. Parla ''piu' da avvocato che da politico'' Raffaele Della Valle nell'opporsi alla diretta televisiva della prima seduta del processo a Giulio Andreotti. ''Dico subito di essere contrario e non da oggi alla trasmissione dei processi in tv perche' falsano l'essenza dei personaggi coinvolti. L'uso della telecamera - spiega il vicepresidente della Camera - non e' neutrale. Un'abile regia puo' evidenziare questo o quel particolare, enfatizzare una battuta, sottolineare un passaggio piuttosto che un altro''.

''Il processo diventa cosi' un'altra cosa ed e' facile inclinare verso la spettacolarita' dell'evento, creare un presunto colpevole o un presunto innocente. Un primo piano ben studiato, una dissolvenza, un'incertezza in una risposta... Il processo diventa una rappresentazione. Senza contare che le telecamere 'creano' il personaggio e influenzano l'opinione pubblica. Ogni persona coinvolta nel dibattimento si sente impegnata in qualcosa di diverso, di atipico. Magari involontariamente ma molti sono portati a strafare o a nascondersi. Il rischio e' quello di enfatizzare, di mitizzare, di rendere divi giudici, avvocati, testi e pubblico''.

C'e' poi un aspetto di sicurezza. ''La tv rende troppo esposti e visibili tutti i protagonisti del processo. Giudici, giurati ed avvocati diventano noti ed identificabili''. Della Valle ritiene poco praticabile anche una ripresa neutrale del dibattimento. ''Si potrebbero usare le telecamere fisse installate nelle aule giudiziarie. Credo pero' sarebbe opportuno trasmettere integralmente il processo, senza tagli ne' rimaneggiamenti''.

(Ruf/Gs/Adnkronos)