OMICIDIO FAVA: IL FIGLIO SU PROCESSO A CATANIA
OMICIDIO FAVA: IL FIGLIO SU PROCESSO A CATANIA

Roma 9 ott. - (Adnkronos) - ''Considero grave, gravissimo il fatto che l'Associazione della Stampa e l'Ordine dei Giornalisti non abbiano ritenuto di doversi costituire parte civile nel processo che si e' aperto a Catania per l'assassinio mafioso di Giuseppe Fara. La loro assenza da questo processo non e' una disattenzione ma una scelta. Di vilta' e di comodo. Evidentemente per taluni colleghi siciliani affrontare -non a parole- Nitto Santapaola e' un comportamento precluso dalla consuetudine al silenzio dei giornali per cui lavorano''. Lo afferma Claudio Fava, figlio del giornalista ucciso, aggiungendo che ''In Sicilia la mafia ha ucciso sette giornalisti. Un saldo di violenza senza precedenti nel mondo occidentale. Sette colleghi liberi e scomodi: anche da morti. Spero che da oggi l'Associazione e l'Ordine avranno il pudore di non includere mai piu' i nomi dei colleghi morti per mafia nelle loro periodiche giaculatorie sui rischi del mestiere. Spero che tacciano, da oggi, coloro che non si sentono liberi nemmeno di correre il rischio d'una costituzione di parte civile.

''Giuseppe Fava -e gli altri che con lui sono caduti per il diritto di dire e di non tacere- appartengono a quanti in questi anni hanno avuto il coraggio di vigilare sulla loro memoria e il rigore morale di chiedere giustizia per la loro morte. Coraggio e rigore che non appartengono ne' all'Associazione della stampa ne' all'Ordine dei giornalisti''. (Com/Zn/Adnkronso)

null