POLONIA: L'IRRESISISTIBILE RIPRESA DI WALESA (2)
POLONIA: L'IRRESISISTIBILE RIPRESA DI WALESA (2)

(Adnkronos) - Cinque anni fa fu facile vincere per Walesa, trovandosi come rivale il multimiliardario Tyminski ed il suo Partito X. Allora Walesa annovero' fra i suoi cavalli di battaglia il ritiro delle odiate truppe sovietiche ed il nobel per la Pace, ottenuto nel 1983 quando era nelle prigioni del generale Jaruzelski, e poteva contare, grazie alla sua decennale lotta contro i comunisti, sull'appoggio della Chiesa cattolica e del sindacato da lui stesso fondato, Solidarnosc. Durante questi cinque anni, il Presidente non e' stato in grado di costruire e mantenere un proprio partito. I compagni di lotta di un tempo, quelli che avevano conosciuto le sofferenze e la gloria assieme all'''uomo di ferro'', lo hanno lasciato uno ad uno. Solidarnosc ha subito una serie di liti interne e scissioni, espressione delle sue diverse anime, quella cattolica, quella nazionale, quella socialdemocratica e quella liberale.

Anche gli operai degli ex cantieri Lenin hanno perso l'entusiasmo per il loro sindacalista: ''per noi operai Lech non ha fatto niente'', ripetono questi. Alcune scene della vita familiare del presidente ne avevano negli scorsi mesi offuscato l'immagine, ad esempio il duplice arresto del figlio reo di aver investito una persona guidando in stato di ubriachezza ed i tentativi della famiglia di evitare un processo avevano ridotto il consenso ai minimi storici. Ma l'''uomo di ferro'' si e' tirato su le maniche ed ha richiamato alla memoria dei polacchi il non sopito pericolo del ''triangolo rosso'', della presidenza della Repubblica, del Consiglio e del Sejm, il Parlamento, in mano ai ''comunisti''. Alcuni media, vicini al presidente, hanno cominciato a spulciare dossier riguardanti l'affarismo degli ex burocrati del passato regime, ed a due giorni dalle elezioni e' uscito fuori lo scandalo della ''ragnatela rossa'', una serie di speculazioni finanziare che vede coinvolte Jolanta Kwasniewski e Maria Olesky, mogli di Alexander Kwasniewski e Jozef Olesky, l'attuale primo ministro. (segue)

(Red/Pn/Adnkronos)