I FATTI DEL GIORNO. 3/A EDIZIONE (4): LA CRONACA
I FATTI DEL GIORNO. 3/A EDIZIONE (4): LA CRONACA

Reggio Calabria. Due pericolosi latitanti sono stati catturati dalla Polizia in Calabria. Sono Enzo Di Bona, 29 anni, nato a Campobasso, ma residente da molti anni a Reggio Calabria, e Giovanni Mafrica, 25 anni, residente a Condofuri (Rc). I due, ritenuti i killer della cosca mafiosa Latella-Paviglianiti, erano ricercati dal luglio 1994 per associazione a delinquere di stampo mafioso, accusati di essere gli esecutori materiali di una serie di omicidi, risalenti al periodo della recente guerra di mafia che ha insanguinato Reggio Calabria.

Milano. Tornano a scattare le manette a militaropoli. Questa volta tocca al colonnello Davide Desiri comandante della divisione del commissariato presso il comando generale dei carabinieri di Via Romania a Roma. L'accusa formulata dagli inquirenti nei suoi confronti e' di concorso in concussione. Il comandante, che sovrintendeva alle diverse forniture, avrebbe incassato diverse mazzette per decine di milioni. In mattinata, intanto, il giudice per le indagini preliminari Maurizio Grigo ha interrogato il generale Michele Frachiolla, coinvolto la settimana scorsa nello scandalo delle stellette.

Caserta. 'Tombaroli', mediatori e mercanti d'arte, tutti collegati da un unico scopo, quello di reperire beni archeologici di grande importanza e commercializzarli su mercati nazionali e internazionali, quali la Svizzera, gli Stati Uniti e il Giappone. I Carabineri della Tutela del Patrimonio Artistico hanno individuato una vasta associazione a delinquere dedita allo scavo clandestino in vaste aree dell' Italia centro meridionale: 17 persone sono state arrestate, 2 sono ricercate a livello internazionale, 31 sono denunciate in stato di liberta' ed oltre mille sono i reperti sequestrati con denaro e attrezzi per lo scavo. L'operazione e' avventua sotto le direttive del sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Maria Di Mauro.

New York. Non c'e' alcun coinvolgimento diretto di Madonna nella vicenda che ha portato all'arresto per spaccio di droga del suo ex fidanzato Peter Shue, e fu proprio la pop star a far scattare le indagini sul promoter arrestato nel marzo scorso con 120mila dollari in contanti in tasca, secondo l'accusa frutto dello smercio di 41 chilogrammi di cocaina. E' questo il quadro venuto fuori dalle prime battute del processo all'ex boyfriend di Madonna che si sta celebrando davanti al tribunale di Long Island. (segue)

(Dis/Gs/Adnkronos)