MANI PULITE: CERCIELLO - SENTENZA CRITICA CON SALAMONE
MANI PULITE: CERCIELLO - SENTENZA CRITICA CON SALAMONE

Milano, 4 dic. (Adnkronos) - ''L'obbligatorieta' dell'azione penale non giustifica l'apertura di un processo parallelo a quello in corso''. E' un breve passaggio, ma molto delicato, quello contenuto nelle 400 pagine di motivazione della sentenza emessa il 9 novembre scorso a carico del generale Cerciello e altre 48 persone. Un passaggio in cui, seccamente, il Tribunale presieduto dal giudice Roberto Pallini sembra ''bacchettare'' l'azione del pm Fabio Salamone. Proprio il magistrato, infatti, aveva aperto una doppia inchiesta a carico di Antonio Di Pietro (per abuso d'ufficio) e a carico del generale Giuseppe Cerciello (per calunnia) il giorno in cui l'alto ufficiale dichiaro' in aula di aver appreso in carcere che l'ex pm cercava di coinvolgerlo nell'inchiesta con dichiarazioni di altri ufficiali. Dopo diverse settimane di indagine, il sostituto procuratore Salamone chiese ed ottenne l'archiviazione del caso. Che, comunque, per il Tribunale di Brescia non avrebbe mai dovuto essere sollevato.

Nella sentenza, inoltre, sembra essere ridimensionato il ruolo del generale Cerciello nel sistema delle tangenti versate alla guardia di Finanza. Il ruolo avuto dal generale, scrive infatti il Tribunale, e' quello di una persona ''trainata nell'illecito da una iniziativa altrui in un rapporto in cui non contavano le differenze di grado''.

(Cri/Zn/Adnkronos)