RUSSO: LE PAROLACCE DEBUTTANO NEL VOCABOLARIO POST-COMUNISTA
RUSSO: LE PAROLACCE DEBUTTANO NEL VOCABOLARIO POST-COMUNISTA
PRESENTI MOLTE PAROLE ITALIANE, FRA CUI PIZZA E MAFIA

Roma, 4 dic. (Adnkronos) - Le parolacce fanno il loro debutto nel vocabolario russo. E con le espressioni volgari arrivano anche i termini che per oltre settant'anni erano stati proibiti dal regime sovietico. A registrare le novita' e' il primo dizionario bilingue del post-comunismo, quello russo-italiano, curato dal lessicografo Vladimir Kovalev, ex italianista dell'Istituto per le relazioni internazionali di Mosca, e pubblicato in Italia dalla casa editrice Zanichelli.

A giudicare dai vocabolari dell'era comunista, quando Stachanov, stanco per aver doppiato tredici volte la quota di lavoro assegnatogli, si schiacciava un dito sotto una pressa poteva esclamare solo ''Corpo di mille diavoli!''. Espressioni piu' forti era inutile cercarle, perche' i lessicografi non le registravano. Ora, invece, Kovalev ha inserito tutte le principali parolacce che un russo ha a sua disposizione per imprecare ed offendere: a dispetto dei vecchi ''moralisti'' compilatori, all'inizio della lettera ''e'' c'e' oggi un lungo elenco delle espressioni censurate. Dopo anni di purismo linguistico, entrano anche i forestierismi, legati soprattutto alle trasformazioni sociali. Cosi' dall'italiano ci sono i prestiti ''pizza'' e ''pizzeria'' e ''mafia'' e ''mafioso''. Dall'inglese arrivano ''spot'', ''racket'' e ''marketing''. (segue)

(Pam/As/Adnkronos)