FISCO: EVASIONE ACCERTATA, POCHE LIRE ENTRANO NELLE CASSE (2)
FISCO: EVASIONE ACCERTATA, POCHE LIRE ENTRANO NELLE CASSE (2)
27.473 MILIARDI DI CREDITI INESIGIBILI

(Adnkronos) - Per dare una idea del caos basta ricordare i dati di una ricerca fatta fare dall'ex ministro Franco Gallo. A tutto il '92 i concessionari della riscossione avevano presentato al ministero delle finanze ben 436.368 domande di rimborsi per crediti inesigibili per un importo complessivo di 27.473 miliardi. A determinare una cosi rilevante mole di crediti inesigibili concorrono diversi fattori: da un lato vi e' l'ingegno e l'astuzia degli evasori che al momento di saldare il conto dopo essersi opposti con vari ricorsi, dimostrano di essere diventati nullatenenti, dall'altro la farraginosita' della macchina fiscale che sembra lottare con armi spuntate. Ai concessionari della riscossione infatti non conviene impegnarsi effettivamente nella riscossione di ruoli. Infatti non hanno nessun incentivo specifico e il piu' delle volte per riottenere le somme anticipate all'erario al momento dell'emissione del ruolo, anziche' cercare di riscuotere le imposte si impegnano ad espletare le pratiche di inesigibilita' del credito.

Paradossalmente il fisco i migliori risultati li ottiene proprio con le persone fisiche incappate in errori formali e non pronte a impegnarsi in una lotta con l'amministrazione, mentre con gli evasori veri e in particolare con le societa', come dimostra il dato dell'Iva il fisco e' come un colabrodo. Il contenzioso tributario ha addirittura tre gradi di giudizio oltre alla possibilita' di ricorre in cassazione. E nonostante il Parlamento abbia gia' approvato una riforma che riduce i gradi a due paradossalmente non entra mai in vigore: ogni volta che si avvicina la scedenza dell'entra in vigore del nuovo processo il ministro di turno lo sposta in avanti. Una pratica nella quale si sono gia' cimentati nell'ordine Gallo, Tremonti e Fantozzi. (segue)

(Ric/Pe/Adnkronos)