CLIMA: ''RAPPORTO IPCC NON E' LA BIBBIA''
CLIMA: ''RAPPORTO IPCC NON E' LA BIBBIA''
AZIENDE ENERGETICHE USA, STUDIAMO DI PIU'

Roma, 15 dic. (Adnkronos) - Il Rapporto elaborato dagli scienziati dell'Ipcc ''non e' la Bibbia'', contiene ''piu' domande che risposte'' e come documento destinato ai politici per adottare le misure necessarie a combattere i cambiamenti climatici provocati dall'effetto serra ''e' incompleto''. I rappresentanti della 'Globale Climate Coalition', un gruppo di pressione che rappresenta 55 aziende di energia statunitensi, contrattaccano. E, dopo essere stati accusati di voler ''annacquare'' il documento finale per portare acqua al proprio mulino, spiegano le loro ragioni. ''I cambiamenti climatici non produrranno disastri a partire da domani. La ricerca -sottolinea il direttore John Shlaes- deve andare avanti, visto che anche gli scienziati sono d'accordo sulla necessita' di approfondire gli studi con altri progetti''.

Secondo Shlaes, ''c'e' tutto il tempo necessario'' per poter adottare le misure indispensabili -''almeno 20-30 anni ancora''- e trasformare le tecnologie che consentiranno di ridurre le emissioni di gas serra. ''Non c'e' bisogno di adottare fin da ora interventi drastici. E non sarebbe neppure giusto -ha aggiunto- visto che questo secondo Rapporto contiene ancora troppe incertezze e modelli di analisi elementari''.

''Gli scienziati -ha concluso Shlaes- non indicano alcuna via: insomma non ci troviamo di fronte un documento politico, ma soltanto una lista di posizioni, negoziate su metodi di analisi diversi, che potrebbero essere utili ai governi''.

(Arc/As/Adnkronos)