LIBERO MERCATO: HERITAGE FOUNDATION BOCCIA L'ITALIA (2)
LIBERO MERCATO: HERITAGE FOUNDATION BOCCIA L'ITALIA (2)

(Adnkronos)- L'Italia nel corso di quest'anno e' accomunata ai Paesi che arretrano nella loro liberta' di mercato, ovvero assieme a Brasile, Messico e Zimbabwe, mentre sono promosse a pieni voti, perche' in corsa verso la totale liberalizzazione, Cechia, Estonia, Polonia, Panama, Peru, Botswana e Indonesia. Fra i Paesi membri dell'Unione Europea, ottengono risultati migliori dell'Italia Francia e Germania. L'indice della liberta' di mercato italiana segna 2,7, considerando che puo' variare da zero (economia totalmente libera) a cinque (economia totalmente repressa) ed e' la media dei dieci fattori. Per quanto riguarda la politica di commercio con l'estero il voto e' ''3 +'' che significa un moderato livello di protezionismo. ''Come membro dell'Ue -spiegano gli autori-, l'Italia ha la tariffa esterna al 3,6 per cento. Ciononostante, le procedure amministrative e doganali sono spesso arbitrarie e restrittive, soprattutto per i prodotti agricoli''. Gli autori citano un documento del dipartimento di Stato americano, secondo il quale ''in Italia le fortemente dispersive e non trasparenti procedure del governo, nonche' significativi problemi di corruzione, creano ostacoli all'import''.

Bocciati su tutta la linea per quanto riguarda la politica fiscale, dove il voto e' ''5 +'', che significa un'imposizione altissima. Secondo la ricerca, ''l'Italia ha l'aliquota piu' alta di imposizione sul reddito del 51 per cento, mentre la media dei redditi viene tassata al 27 per cento. Alte anche le imposte per le persone giuridiche, 36 per cento l'aliquota piu' alta, sulle plusvalenze da capitale, 36 per cento, e sul valore aggiunto, 19 per cento. In una nota si ricorda pero' che ''e' importante sottolineare che molti italiani evitano di pagare le tasse completamente''. Per quanto riguarda la quota del Pil ''consumata'' dal settore pubblico, il termometro segna ''3 -'', ossia un moderato livello di consumi pubblici, pari secondo gli autori della ricerca al 18 per cento, mentre il ''il settore pubblico e' responsabile del 40 per cento del Pil''. Otteniamo la sufficienza, ''2 +'', nella politica monetaria, grazie ad un ''basso livello dell'inflazione, che nella media fra 1985 e 1993 e' stata del sette per cento, mentre nel 1994 era del quattro per cento''. (segue)

(Red/As/Adnkronos)