RAIUNO: ''LA BIBBIA, MOSE''' (14)
RAIUNO: ''LA BIBBIA, MOSE''' (14)

(Adnkronos) - Seconda parte. Inseguiti dall'esercito egiziano, gli ebrei riescono a fuggire poiche' Dio ha aperto loro le acque del mare per richiuderle poi sui soldati guidati da Mernefta, annientandoli.

Due mesi e mezzo dopo, il popolo eletto vaga nel deserto e il cibo comincia a scarseggiare. I disagi e la fame suscitano dubbi e paure negli ebrei e scatenano le ire di Zerack, che si scaglia contro Mose', difeso dal giovane e aitante Giosue'. Scoppia un incendio nell'accampamento e non servono a niente le invocazioni di Mose' a Dio: il condottiero e' stanco e dice al Signore di non essere in grado di sostenere il peso di tutto un popolo. Provvidenzialmente, il giorno dopo, arriva dal cielo la manna, una sostanza bianca simile al seme del coriandolo e, alla stera, uno stormo di quaglie piomba sopra l'accampamento. Gli ebrei, finalmente, possono mangiare. Nel campo dei fuggitivi arriva Ietro, il sacerdote padre di Zippora, la moglie di Mose'. Egli consiglia al capo della comunita', sempre piu' stanco ed impegnato a dirimere piccole controversie, di designare come funzionari degli uomini fidati e timorati di Dio, che lo aiutino ad amministrare la giustizia e a dirimere le controversie quotidiane.

Successivamente, Mose' porta il suo popolo ai piedi del monte Sinai per purificarsi e poter cosi' comunicare con il Signore senza bisogno di mediazioni. E' il giorno dei comandamenti: tutto e' pronto per rinnovare l'alleanza tra Dio e la nazione eletta. Un vento d'uragano circonda gli ebrei, il timore li assale. La gente ha paura di ascoltare direttamente la voce del Signore e, ancora una volta, chiede a Mose' di affrontare la prova da solo. Egli accetta, ma Giosue' si offre di accompagnarlo: i due salgono sul monte per avere da Dio le Tavole della Legge.

Dopo trenta giorni, il popolo, guidato da Zerack, comincia a pensare che il loro capo non faccia piu' ritorno, ma Aronne gli chiede di aspettare almeno ancora una settimana. Trascorso il tempo pattuito, Zerack fa costruire con oro e pietre preziose un vitello che diventi un idolo ad immagine dell'Onnipotente. Mose' scende dal Sinai e, vedendo i festeggiamenti per il vitello d'oro, urla disperato, scagliando a terra le due Tavole della legge che aveva portato con se'. Profondamente deluso, constatato l'appoggio del popolo, ordina a Giosue di uccidere Zerack e i suoi seguaci, per purificare Israele. L'accampamento diventa luogo di guerra fratricida e, alla fine, Mose' solleva una spada e colpisce con forza il vitello d'oro, simbolo del tradimento dell'allenza con Dio. (segue)

(Com/Zn/Adnkronos)