IRI: STANDARD & POOR'S, 'NON E' UN MALATO TERMINALE'
IRI: STANDARD & POOR'S, 'NON E' UN MALATO TERMINALE'
MA DEVE VENDERE LA STET RAPIDAMENTE

Roma, 27 dic. (Adnkronos)- La Comunita' Europea potrebbe rinnovare al governo italiano la possibilita' di sostenere ancora l'Iri se l'istituto di Via Veneto riuscisse ad iscrivere gia' nel bilancio 1996 i ricavi della vendita di Stet. ''L'Iri non e' un malato terminale, ma vendere la Stet rapidamente e' necessario per ricapitalizzare'', ha detto alla Adnkronos Susann Witt, analista che per Standard and Poor's valuta la posizione debitoria dell'Istituto e che ha assegnato a Cofiri lo specifico rating di A-3 (posizione di rincalzo dietro ad A-1 e A-2).

La Witt ritiene che ''l'Iri non stia affatto per morire'', anzi, e' possibile che l'accordo triennale tra Governo italiano e Autorita' Comunitarie per la copertura statale ai debiti dell'Iri in scadenza l'anno prossimo ''possa anche essere rinnovato''. A patto che prosegua la tendenza positiva ''e per fare progressi veramente ampi -precisa l'analista- si deve vendere qualcosa di importante. E la Stet e' l'unica attivita' sufficientemente grande per ricondurre l'indebitamento intorno al livello considerato fisiologico, cioe' tra i 10mila ed i 14 mila miliardi''.

Altrettanto importante del cosa, e' il quando vendere. ''Molto dipendera' dalla tempistica dell'operazione, si tratta prima di tutto di capire se veramente avra' luogo entro il 1996. Mi rendo conto che il Ministero del Tesoro non puo' decidere tutto da solo, ma l'Iri dovrebbe poter iscrivere gia' nel bilancio '96 i ricavi della vendita della Stet per aver la possibilita' di rinnovare l'accordo con la Comunita'''. (segue)

(Maz/Pe/Adnkronos)