'PROMESSI SPOSI': QUANDO LUCIA PARLA DI AMORE NON PENSA A RENZO
'PROMESSI SPOSI': QUANDO LUCIA PARLA DI AMORE NON PENSA A RENZO
IL COMPUTER SVELA I SEGRETI DELLA SCRITTURA DI MANZONI

Roma, 29 gen. (Adnkronos) - Quando Lucia Mondella diceva ''amore'' non si riferiva mai a Renzo, che per lei era solo un ''poverino''. E' la paradossale ''scoperta'' che emerge da una lettura al computer dei ''Promessi sposi'' di Alessandro Manzoni condotta da Giorgio De Rienzo, docente di storia della letteratura italiana all'universita' di Torino, i cui risultati sono pubblicati in parte sul nuovo numero della rivista ''Telema''. La ricerca, durata dieci anni e realizzata presso il Centro studi Falletti di Vercelli, ha permesso di svelare alcuni segreti del capolavoro della letteratura ottocentesca. Le elaborazioni elettroniche hanno isolato le 8.949 parole usate nei ''Promessi sposi'', cifra che dimostra come il vocabolario di Manzoni non sia molto ricco. I termini usati una volta soltanto non raggiungono neppure il 38% del totale: quasi tutto il dizionario manzoniano si esaurisce all'interno dei primi dieci capitoli.

L'elenco delle parole dell'opera, registrate in sequenza alfabetica, si apre con ''abate'' e si chiude con ''zuffo'' (variante di ciuffo). I vocaboli di maggior frequenza risultano ''casa'' e ''parola'' tra i sostantivi, mentre tra gli aggettivi spiccano ''grande'' e ''buono'' e tra gli avverbi ''bene'' e ''poco''.

La lettura al computer puo' portare a scoprire ''non sense'', oppure inconsuete associazioni di parole che rivelano protezioni o condanne dell'autore. Ci sono, per esempio, molti ''galantuomini'' nel romanzo, pochi invece sono i ''brav'uomini'': fra di essi a sorpresa compare don Rodrigo, proprio quando parla della sua ''scellerata'' passione per Lucia. Quest'errore di misura espressiva - spiega il professor De Rienzo - rende preventivamente salva la fanciulla dalla ''turpe'' persecuzione di quell'uomo. (segue)

(Pam/As/Adnkronos)