CAMERA: NON PROCEDE CONTRO BOSSI PER FRASI SU DALLA CHIESA
CAMERA: NON PROCEDE CONTRO BOSSI PER FRASI SU DALLA CHIESA
SIMONA, AMAREGGIATA PER IMBARBARIMENTO DELLA POLITICA

Roma, 31 gen. (Adnkronos) - La Camera ha respinto stamane, con un voto per alzata di mano, la richiesta di autorizzazione a procedere contro Umberto Bossi per diffamazione aggravata ai danni di Nando Dalla Chiesa. Il procedimento era stato avviato dopo che il pretore di Milano aveva trasmesso alla Camera gli atti della querela, presentata dall'ex deputato della Rete, per i fatti risalenti alla campagna per l'elezione del sindaco del giugno del 1993. Nel corso di alcuni comizi (Dalla Chiesa era contrapposto a Marco Formentini), Bossi, storpiando il cognome dei Dalla Chiesa in Dalla Cosa Nostra, defini' tra l'altro la Rete un partito ''mafioso''.

La Camera ha cosi' ratificato il parere della Giunta per le autorizzazioni a procedere (relatore il progressista Giuseppe Di Lello), secondo cui le affermazioni del leader leghista, seppure ''contenenti giudizi molto pesanti'', dovevano essere considerate delle ''opinioni'', espresse nell'esercizio di parlamentare, pertanto non perseguibili penalmente perche' tutelate dall'art. 68 della Costituzione.

''Sono molto amareggiata -ha detto al termine del dibattito Simona Dalla Chiesa, sorella di Nando e figlia del generale Carlo Alberto- per l'imbarbarimento a cui e' giunta la politica. Gli insulti, le invettive, l'ostilita manifestata apertamente contro un avversario politico, non possono essere liquidate come semplici insulti. Lo testimonia il voto di oggi che ha diviso praticamente a meta' l'assemblea. Con cio' Bossi sara' libero di continuare ad insultare impunemente''.

(Ruf/Gs/Adnkronos)