CRISI: DOTTI, SU DINI POSIZIONE PIU' 'DOLCE' DI AN
CRISI: DOTTI, SU DINI POSIZIONE PIU' 'DOLCE' DI AN
SISTEMA FRANCESE, FORSE SI CHIUDE L'ACCORDO

Roma, 31 gen. (Adnkronos)- Un accordo tra i poli c'e'. O almeno e' molto vicino. Non riguarderebbe, nei particolari, il merito della nuova forma di governo. Ne' lo strumento per ammodernare la seconda parte della Costituzione (commissione bicamerale o Costituente). Ma la direzione di marcia. Polo e Ulivo starebbero per chiudere l'intesa sul modello francese come punto d'approdo. Starebbe poi al Parlamento (o alla Costituente) definire i contenuti della riforme, 'correggere' il sistema transalpino adattandolo ''alla tradizione istituzionale'' italiana, magari sulla base della proposta Sartori.

E' Vittorio Dotti, presidente dei deputati 'azzurri', a parlare a Montecitorio della possibile intesa. Accordo anche sui nomi? Dotti non conferma. Ma di fronte all'indicazione ''secca'' dei progressisti per Dini, osserva che la posizione di An nei confronti del presidente dimissionario ''si e' oggi un po' addolcita''. ''Forse -aggiunge- si rendono conto che, mentre sembra raggiunto l'accordo sulle riforme, diventa ostico e perfino imbarazzante mantenere la pregiudiziale sui nomi, a costo di far saltare tutto...''. Mentre Dotti parla, alla Camera circola gia' un'ipotesi di struttura del nuovo governo che, secondo le 'voci', comprenderebbe tre vicepresidenti politici: Letta, Maccanico e Tatarella. E se su Dini non ci fosse l'intesa, il suo piu' probabile successore sarebbe Carlo Azeglio Ciampi.

Se nascera', sara' comunque un governo ''politico''. ''O al massimo politico-tecnico -spiega Dotti- Per far convivere esponenti di gruppi schierati su posizioni diverse, si potrebbero infatti indicare dei tecnici di area. E' importante pero' che il presidente incaricato sia capace, nel suo programma, di armonizzare bene le posizioni su molte materie, non ultima quella finanziaria...''.

(Pnz/Pe/Adnkronos)