GUERRA D'ETIOPIA: IL GOVERNO AMMETTE L'USO DEI GAS
GUERRA D'ETIOPIA: IL GOVERNO AMMETTE L'USO DEI GAS
CORCIONE, BADOGLIO NE ERA A CONOSCENZA

Roma, 8 feb. -(Adnkronos)- Per la prima volta un governo della Repubblica ammette ufficialmente che il regime fascista utilizzo' tra il 1935 e il 1936 i gas durante la guerra d'Etiopia. La conferma definitiva ad una querelle storica che in questi mesi ha appassionato gli storici giunge in risposta ad un'interrogazione parlamentare con la quale il 6 settembre scorso il laburista Vittorio Emiliani chiedeva spiegazioni sull'argomento ai ministri della Difesa e degli Esteri: dai dati ''disponibili in archivio -scrive il ministro Domenico Corcione a Emiliani- risulta comunque che nella guerra italo-etiopica furono impiegati bombe d'aereo e proiettili d'artiglieria caricati ad iprite ed arsine e che l'impiego di tali gas era noto al maresciallo Badoglio, che firmo' di proprio pugno alcune relazioni e comunicazioni in merito''.

Emiliani non nasconde la soddisfazione per aver messo un punto fermo ad una vicenda che ha suscitato un'infinita' di polemiche: ''per la prima volta, viene messo un sigillo ufficiale alla questione. L'interrogazione parlamentare -dice all'Adnkronos il deputato progressista- aveva proprio questo scopo, far dire una parola definitiva sull'argomento. L'uso dei gas in Etiopia era stato testimoniato piu' volte, tra gli altri ne parlo' anche Italo Pietra, si era parlato spesso di incursioni aeree e di bombardamenti di questo tipo, ma finora mancava un sigillo in grado di definire in maniera nitida l'accaduto''.

''A questo punto pero' -sottolinea Emiliani- non vorrei che la risposta all'interrogazione suscitasse altre polemiche''. Per confermare l'intenzione di non aprire altri fronti di discordia, il deputato laburista ribadisce la propria ''amichevole stima'' ad Indro Montanelli, che ritiene che non vi siano prove dell'impiego dei gas da parte delle truppe di occupazione in Etiopia. ''Una delle funzioni parlamentari -continua Emiliani- e' il sindacato ispettivo, che si estende anche alla richiesta di accertamento sulle verita' storiche. La parola passa nuovamente agli studiosi con la speranza che sia stata fatta chiarezza sull'argomento.''. (segue)

(Mac/Pn/Adnkronos)