INFARTO: LA BILIRUBINA COME MARKER DI RISCHIO
INFARTO: LA BILIRUBINA COME MARKER DI RISCHIO

Dallas, 20 feb. -(Adnkronos/Adnkronos Salute)- La misurazione della quantita' di bilirubina nel sangue potrebbe rappresentare un nuovo marker per valutare il rischio di malattia coronarica, corrispondendo a valori bassi rischi elevati e viceversa. E' quanto afferma un'equipe di ricercatori della Cardiovascular Genetics Research Clinic di Salt Lake City, guidata da Paul Hopkins, sulla rivista ''Arteriosclerosi & Thrombosis''.

I ricercatori hanno valutato 161 pazienti coronarici, tra i 55 e i 65 anni, che avevano avuto un infarto, e 155 casi controllo non coronarici. Il tasso medio di bilirubina era di 9 mcmol/l nei primi e di 12 mcmol/l nei secondi.

I soggetti esaminati sono stati divisi in 5 gruppi diversi a seconda del loro tasso di bilirubina nel sangue: quelli del gruppo con tasso piu' alto (oltre 17 mcmol/l negli uomini e oltre 16 mcmol/l nelle donne) avevano un rischio coronarico ridotto dell'80% rispetto agli appartenenti al gruppo con tasso piu' basso (meno di 6,9 mcmol/l negli uomini e meno di 5,1 mcmol/l nelle donne).

Alti tassi di bilirubina sono associati ad una riduzione del rischio coronarico altrettanto rilevante di un alto tasso dell'Hdl, sostengono i ricercatori. ''La bilirubina ha un forte effetto protettivo ed esiste qualcosa nei pazienti coronarici che abbassa il suo tasso'', afferma il medico sulla rivista.

La bilirubina e' nota per avere un'azione antiossidante ed e' possibile che l'effetto benefico dell'alto tasso di questa molecola passi per questa proprieta'. Nei fumatori, inoltre, i ricercatori americani hanno trovato tassi piu' bassi di bilirubina. Al contrario, i tassi sono stati piu' alti nei vegetariani e nelle altre persone.

(Sal/Zn/Adnkronos)