BOSNIA: KUPUSOVIC CONTRO LA PROPAGANDA DI PALE
BOSNIA: KUPUSOVIC CONTRO LA PROPAGANDA DI PALE

Roma, 28 feb. (Adnkronos) - ''I serbi, o almeno alcuni di loro, torneranno a Sarajevo, non appena si saranno convinti che nella citta' esiste una normale forza di polizia, e vige la legge, come in qualsiasi altra parte del mondo''. Questo l'auspicio del sindaco di Sarajevo, Tarik Kupusovic, giunto in Italia per ritirare il primo marzo a Vibo Valentia il Premio Internazionale della Testimonianza, assegnato quest'anno ''alla citta' martire di Sarajevo''.

Per Kupusovic, a spingere i serbi a fuggire dai sobborghi della capitale e' la propaganda dei leader di Pale: gli stessi che ''sono sulla lista dei criminali di guerra stilata dal tribunale dell'Aja, ma che cio' malgrado sono tuttora al potere. Questo vale per Ratko Mladic, per Radovan Karadzic e per Momcilo Krajisnik, il presidente del parlamento serbobosniaco, che non e' stato incriminato dall'Aja, ma fa parte della stessa compagnia''. Per Kupusovic, intervistato dall'Adnkronos, loro ''producono propaganda, convincono i serbi che una convivenza con gli altri non e' possibile''.

Il primo cittadino di Sarajevo si dice anche convinto che sia stato fatto tutto il possibile per rassicurare i serbi dei sobborghi, convincerli a rimanere: ''E' stata promulgata un'amnistia generale sono state date garanzie verbali e legislative, non solo da parte delle autorita' locali, ma anche di quelle federali. E garanzie sono state date anche dalle forze multinazionali, l'Ifor e la polizia internazionale. A questo punto se vogliono partire sono liberi di farlo. Sbaglia pero' chi teme che Sarajevo rischia in questo momento di perdere la propria identita' multiculturale, afferma ancora Kupusovic: ''Oltre ai serbi dei quartieri periferici, a Sarajevo ne vivono altri 40mila che non sono mai stati soggetti all'autorita' di Radovan Karadzic''. (segue)

(Red/Zn/Adnkronos)