LIBIA: N.Y. TIMES, ''COLPIRE LA FABBRICA DELLA MORTE''
LIBIA: N.Y. TIMES, ''COLPIRE LA FABBRICA DELLA MORTE''

New York, 28 feb. (Adnkronos) - Attendere ancora o colpire subito? Questo e' il dilemma che si pone per il Presidente Clinton di fronte al riarmo chimico della Libia, scrive oggi sul New York Times l'autorevole commentatore A.M. Rosenthal. Tra un anno o due al massimo, Gheddafi avra' completato la costruzione della piu' grande fabbrica di armi chimiche che esista al mondo, scrive ancora Rosenthal. Il nuovo stabilimento, costruito in una caverna scavata dentro una montagna, fara' del leader libico il piu' grande produttore mondiale di agenti chimici e batteriologici proprio nel momento in cui gli Usa e le altre grandi potenze stanno procedendo gradualmente all'eliminazione dei loro arsenali. Montate sui missili forniti dai cinesi, le testate libiche con i gas venefici potrebbero raggiungere tutti i nemici del Colonnello nella regione mediorientale. Ci sarebbe poi per Tripoli un'altra opzione: quella di fornire armi chimiche a gruppi terroristici.

Davanti a tali minacce - prosegue l'articolo - Clinton si trova di fronte allo stesso dilemma che assillo' il premier israeliano Menachem Begin quindici anni fa. Attendere che Saddam Hussein continuasse il suo riarmo atomico o sferrare un blitz preventivo? Begin allora scelse l'azione e il 7 giugno 1981 i caccia israeliani distrussero il primo reattore nucleare iracheno. ''Un'ingiustificabile e miope aggressione'', scrisse lo stesso New York Times all'indomani del raid, ricorda Rosenthal. Ma l'azione israeliana ritardo' di almeno dieci anni la costruzione della bomba irachena. (segue)

(Nor/Gs/Adnkronos)