ELEZIONI: MAGRONE, AI MAGISTRATI NON SI PUO' VIETARE CANDIDATURA
ELEZIONI: MAGRONE, AI MAGISTRATI NON SI PUO' VIETARE CANDIDATURA
''APPELLO ALLA MODERAZIONE E ALL'AUTODISCIPLINA''

Roma, 28 feb. (Adnkronos) - Autodisciplina si', ma mai il divieto per legge. Nicola Magrone, deputato Progressista con un'esperienza di magistrato alle spalle, non condivide le proposte di vietare ai magistrati la possibilita' di candidarsi alle elezioni o di tornare, una volta concluso il mandato, ad indossare la toga. E solleva alcune ''obiezioni'' alle dichiarazioni del ministro della Giustizia e del presidente dell'Associazione nazionale magistrati. ''Dobbiamo, si', preoccuparci di garantire l'autonomia della magistratura -sostiene Magrone- ma senza dimenticare la tenuta reale della democrazia. E' giusto cioe' disciplinare la materia, stabilendo, ad esempio, che un magistrato eletto in Parlamento non possa poi tornare a fare il giudice nello stesso collegio. Ma non si puo' arrivare al punto di stabilire che chi va in Parlamento non possa poi tornare a fare il magistrato: e' una sottrazione del diritto costituzionale''.

In questo modo, avverte il deputato Progressista, il rischio e' che la magistratura ''diventi davvero una corporazione, una casta, che sta li' e non puo' contribuire all'attivita' parlamentare'': per i giudici, che ''gia' hanno questa tendenza'', sarebbe come la legittimazione a ''sentirsi un corpo separato, intoccabile, che mai si butta nella mischia''.

Magrone lancia dunque un ''appello alla moderazione e all'autodisciplina'' dei magistrati. ''E' giusto -sottolinea- porre all'attenzione dei giudici il dovere della riflessione, della moderazione, invitandoli ad evitare la corsa alle candidature, ma non si puo' impedire per legge che si presentino alle elezioni. Mi sembrerebbe davvero eccessivo''.

(Arc/Gs/Adnkronos)