ELEZIONI: ROTONDI, QUELLA DI SEGNI E' UNA BATTAGLIA PERDUTA
ELEZIONI: ROTONDI, QUELLA DI SEGNI E' UNA BATTAGLIA PERDUTA
''MARIOTTO PUO' SEMPRE VENIRE DA NOI''

Roma, 28 Feb. (Adnkronos) - ''Ci da' un po' di tristezza vedere il nostro autorevole amico Mario Segni imbarcarsi in un'altra battaglia perduta: egli stamane offre a Dini e Maccanico la sua disponibilita' per liste comuni, ma condiziona questo apporto a una scelta inequivoca per il presidenzialismo e l'elezione del premier''. Lo scrive, nell'editoriale di domani, il direttore de 'La Discussione' Gianfranco Rotondi.

''Si capisce - aggiunge Rotondi - perche' Segni pretenda questa garanzia: egli ha ormai capito che l'Ulivo e' un'accolita di umori qualunquistici tinti di rosa, e Mariotto rimane nei suoi dintorni giusto perche' 'con Silvio mai'. Pero' una cosa Segni la pretende: che la sua collocazione non sia una smentita delle sue battaglie di rinnovamento istituzionale. In tal caso egli dice, e c'e' da credergli, che resterebbe a casa. Noi non vogliamo, ovviamente, che Segni torni a casa, ma temiamo che posta cosi' la questione l'epilogo sara' proprio questo. Dini e Maccanico non possono dirgli di si'''.

''In questa storia - prosegue Rotondi - rimane solo un mistero: come mai Maccanico abbia deciso di fare un partito proprio con quelli che hanno opposto resistenza al disegno di riforma su cui doveva nascere il suo governo. Questo giallo puo' avere due spiegazioni: o in politica le opinioni non contano nulla, o aveva ragione Fini a dubitare della reale determinazione di Maccanico a garantire un percorso riformatore. In ogni caso la postilla di Segni rimarra' inevasa. E se proprio Mariotto decidera' di tornare a casa, invece che a Sassari puo' sempre venire da noi. Anche questa, ci creda o no poco importa, e' casa sua''.

(Pol/As/Adnkronos)