SANREMO: 45 ANNI DI SCANDALI
SANREMO: 45 ANNI DI SCANDALI

Roma, 28 feb. (Adnkronos) - Corruzione e scandali, storia vecchia a Sanremo. Dal 1951 ad oggi accuse di tutti i generi sono piovute sulle teste dei protagonisti del Festival della canzone italiana. Nel 1961 la polemica precede il Festival: a Roma, durante le selezioni, la giuria esamintarice, di cui fa parte Toto', si spacca quando il principe De Curtis si rifiuta di avallare l'esclusione di ''Parole'', una canzone che a lui piace moltissimo; Toto' va su tutte le furie e sospetta che, sotto sotto, ci sia qualche inghippo: ''Perbacco! -srive in una durissima lettera- non sono mica un pagliaccio''. Nello stesso anno la cantante Irene D'Areni denuncia di aver ricevuto richieste di denaro dagli organizzatori per una sua partecipazione al festival.

Il 1967 e' l'anno peggiore per il Festival: a mettere sotto accusa la rassegna e' Luigi Tenco che sceglie il modo piu' drammatico per esprimere il suo dissenso; in un biglietto, Tenco accusa il pubblico di aver mandato in finale 'Io, tu e le rose', cantata da Orietta Berti, e di aver selezionato 'La rivoluzione', una canzoncina proposta da Gene Pitney e Gianni Pettenati. Nel 1972 ancora accuse: a lanciarle e' un gruppo di cantanti che non e' stato ammesso alla finale; tra i contestatori, Aura D'Angelo, Dino e l'immancabile Claudio Villa che improvvisano un sit-in davanti al Casino' per bloccare il Festival. (segue)

(Mag/As/Adnkronos)