NOTO: PROPOSTE DAL CENTRO STUDI DEL BAROCCO (2)
NOTO: PROPOSTE DAL CENTRO STUDI DEL BAROCCO (2)

(Adnkronos) - Ma per quanto possa sembrare paradossale, dal 1990 ad oggi la ''burocrazia, con le sue inefficienze e i suoi ritardi, ha fatto piu' danni degli eventi naturali, mentre sono state citate in modo errato le cifre realmente concesse alla citta' barocca con la legge n.433 del 1991: i 3mila 780 miliardi non sono stati destinati a Noto (sarebbe una rivoluzione culturale) ma a tutti i comuni dei centri danneggiati dal sisma del 1990 nelle province di Siracusa, Catania e Ragusa''.

''Nella legge dei 3mila 780 miliardi, 3mila 100 sono destinati agli edifici privati, 680 agli edifici pubblici nelle tre province terremotate. Comunque sufficienti ad una ricostruzione esemplare, tenuto anche conto degli interventi della Regione e della Soprintendenza''.

''L'allarme -precisa Lucia Trigilia- era stato gia' lanciato nel 1977 e poi nel 1984, ma e' nel 1986 con il "Consulto su Noto", organizzato dal Centro internazionale di Studi sul Barocco, che gli esperti di tutto il mondo prendono visione dei rischi di crollo nella citta' barocca. La "Carta di Noto" diventa il prezioso decalogo di suggerimenti messi a disposizione delle istituzioni per pianificare il delicato recupero dell'insieme storico della citta'.''

''La situazione e' grave'' -rilevava Cesare Brandi, nel 1986, nel suo messaggio agli organizzatori del "consulto"- e sottolineava che ''ritardi ed esitazioni'' avrebbero potuto portare allo 'sbriciolamento' di quel ''miracolo che e' Noto''. Brandi avvertiva un piu' generale pericolo: ''un futuro nebuloso e disgregato'' in cui lo sfacelo dei monumenti e' un chiaro segno di decadenza.

(Pal/Gs/Adnkronos)