MONETA UNICA: INTEGRAZIONE FLESSIBILE DIVIDE AMATO E SPAVENTA
MONETA UNICA: INTEGRAZIONE FLESSIBILE DIVIDE AMATO E SPAVENTA
RAPPORTO CEPR SU ''INTEGRAZIONE FLESSIBILE''

Roma, 27 mar. -(Adnkronos)- L'ipotesi di partnership aperte per l'Unione Monetaria divide gli studiosi. L'occasione e' stata il rapporto ''Europa: l'integrazione flessible'', preparato dai ricercatori del Cepr, Centre for Economic Policy Research, tra cui Francesco Giavazzi e Guido Tabellini che prospetta per il futuro l'unione una distinzione tra base comune e partnership aperte. Nella base comune ''si possono includere -spiega Giavazzi- tutte le aree di cooperazione tra stati in cui i benefici sono chiari'' come ''le liberta' fondamentali di mercato, le politiche della concorrenza ed agricola, i fondi strutturali''. Negli altri campi si possono invece sviluppare ''cooperazioni sperimentali tra paesi. Per non dividere la Ue, queste dovrebbero avere regole trasparenti ed essere aperte a nuovi ingressi, discusse ed approvate da tutti e evitare effetti nocivi su altri stati''.

Per Giavazzi e Tabellini ''L'unione monetaria e' un buon caso in cui si puo' applicare la partnership aperta''. Per rafforzarla ''le banche centrali di tutti gli stati della Ue, sia quelli che adottano la moneta unica che gli altri, dovrebbero impegnarsi su tassi di inflazione obiettivo'', definendo quindi chiaramente la politica monetaria per arginare fluttuazioni dei cambi.

Il presidente dell'Antitrust Giuliano Amato si dice ''d'accordo con il congegno'' che eviterebbe una ''europa a geometria variabile'' ma poi avanza dubbi pratici, specie per l'unione monetaria: ''accettando questa logica mettiamo fuori dalla base comune proprio l'unione monetaria, cosi', di fatto, le partnership aperte peserebbero di piu' della parte in comune''. (segue)

(Gic/Zn/Adnkronos)