RABIN: I PRECEDENTI ''FRATRICIDI'' IN ISRAELE
RABIN: I PRECEDENTI ''FRATRICIDI'' IN ISRAELE

Washintgon, 27 mar. (Adnkronos) - L'assassinio del primo ministro israeliano Yitzhak Rabin per mano di un colono ebreo, il 4 novembre scorso, ha infranto un tabu', un mito innalzato dalla societa' israeliana a propria peculiarita', a ''motivo d'orgoglio'' rispetto al vicino popolo arabo: mai un ebreo avrebbe tolto la vita ad un suo fratello, perche' gli ebrei sono un'unica grande famiglia. Il tabu' e' caduto quando Ygal Amir, 27enne studente di giurisprudenza israeliano, ha esploso tre colpi pistola contro il premier, il primo capo di governo ''sabra'' dello Stato d'Israele, colui che firmo' la pace con i nemici di sempre, i palestinesi. Tuttavia, contrariamente a quanto si possa pensare o a quanto si e' letto in questi giorni, non e' la prima volta che un israeliano uccide un fratello.

Glenn Frankel, per anni capo dell'ufficio del ''Washington Post'' a Gerusalemme e autore dwel libro ''Beyond the promised land: Jews and Arabs on the hard road to a new Israel'', ripercorre tutti i precedenti in cui israeliani -''che nulla hanno a che fare con i Lee Harvey Oswald ed i John Hinckley, ma sono uomini cresciuti in movimenti che hanno radici profonde nel passato turbolento di Israele''- hanno ucciso israeliani.

Il primo episodio risale al 1924, quando nella piccola comunita' ebraica nella Palestina sotto mandato britannico, venne ucciso Jacob Israel de Haan, portavoce di un partito religioso ultraortodosso, presumibilmente da un commando agli ordini dell'''Haganah'', la milizia paramilitare che diede vita all'esercito israeliano. (segue)

(Nap/Gs/Adnkronos)